mercoledì 28 dicembre 2011

il BUGIARDINO

Questa da me scritta non deve intendersi come una guida alle più note e conosciute attrazioni del centro storico di Genova su cui autorevoli autori hanno già speso fiumi di inchiostro ma molto più umilmente come un "libellum" nel quale ho raccolto quello che dei vicoli mi incuriosisce maggiormente e che rimane ai più nascosto e sconosciuto. Preferisco infatti pensare al mio sito come il diario di un curioso viaggiatore che si imbatte per caso in misteriose strade, in chiese od oratori che non esistono più e di cui rimangono solo un portale od una iscrizione, o nelle storie fantastiche di fantasmi che si aggirano nel centro storico di Genova.
Ed ora tocca a Voi, che casualmente Vi siete qui imbattuti, iniziare un piccolo viaggio nei vicoli di Genova cliccando sulle varie pagine nelle quali ho suddiviso questo sito. 

A.F.

e-mail: info@isegretideivicolidigenova.com




Segui "I Segreti Dei Vicoli Di Genova" su Facebook


Segui isegretideivicolidigenova su Instagram


***
Se volete aiutarmi nelle mie ricerche e sostenere questo progetto cliccate sul link qui di seguito





*** 



Estate 2018: parte la campagna #orgoglioliguria

Per l'estate 2018 la Regione Liguria ha lanciato la campagna #orgoglioliguria: i Comuni della Regione che aderiscono al progetto hanno promosso tre itinerari (arte, curiosità, bambini).
Per il Comune di Genova ho avuto il piacere di curare l'itinerario Arte.  
Vi invito a pubblicare i vostri scatti con gli hashtag #orgoglioliguria #orgogliogenova #isegretideivicolidigenova  e, per ulteriori informazioni, scrivetemi qui o alla mia mail info@isegretideivicolidigenova.com ).
Di seguito un breve filmato nel quale racconto una delle tappe di questo percorso.



 
Giovedì 19 luglio 2018 ho apposto il primo bollino insieme al sindaco di Genova Marco Bucci.



Dove vi condurrà questo percorso?
Ecco di seguito tutte e le tappe elencate:



Come noterete, il percorso si snoda su quella che io definisco la "rive gauche" dei miei amati vicoli.
Lungo questo percorso ci sono molti splendidi scorci dei vicoli e altrettanti segreti dei vicoli da scoprire.
Di seguito alcune chicche lungo il percorso e il rimando al relativo paragrafo e pagina:

- i nemici della Repubblica incatenati in facciata di Palazzo Ducale (per approfondire paragrafo 2 della pagina de gliEDIFICIpubblici)


Gli otto nemici della Repubblica incatenati in facciata di Palazzo Ducale
(foto di Antonio Figari)



- Palazzo Agostino e Benedetto Viale in Salita Pollaiuoli 12(per approfondire paragrafo 40 della pagina de iPALAZZIprivati)




- l'edicola votiva in Piazza Pollaiuoli (per approfondire paragrafo 96 della pagina de leEDICOLEvotive)


L'edicola votiva in Piazza Pollaiuoli
(foto di Antonio Figari)


- Palazzo Spinola Serra in Via Canneto il Lungo 31 (per approfondire paragrafo 41 della pagina de iPALAZZIprivati)





- la Torre dei Maruffo in Via Canneto il Lungo angolo Vico Valoria (per approfondire paragrafo 4 della pagina de leTORRIdiGENOVA)

Torre Maruffo vista dal basso in perpendicolare 
(foto di Antonio Figari)


- Piazza Valoria che prende il suo nome dai Valauri (per approfondire paragrafo 1 della pagina de iCAMPANILIdiGENOVA)


   

- Palazzo Sopranis poi Peirano in Piazza Valoria (per approfondire paragrafo 29 della pagina de iPALAZZIprivati)




-  Palazzo Gio Battista Saluzzo in Via Chiabrera 7 (per approfondire paragrafo 28 della pagina de iPALAZZIprivati)




-  Palazzo Marcantonio Giustiniani (per approfondire paragrafo 27 della pagina de iPALAZZIprivati)




- Il leone di Palazzo Giustiniani (per approfondire paragrafo 2.c nella pagina de lePIETREparlanti)


(foto di Antonio Figari)

-  Palazzo Giustiniani in Via Giustiniani 12 (per approfondire paragrafo 27 della pagina de iPALAZZIprivati)


 

-  Palazzo Giustiniani Franzoni in Via Giustiniani 11 (per approfondire paragrafo 27 della pagina de iPALAZZIprivati)


 
- Palazzo in Piazza Embriaci al civico 2 con i suoi splendidi affreschi (per approfondire paragrafo 7 nella pagina de iPALAZZIprivati)




- Palazzo Giulio Sale in Piazza Embriaci al civico 5 (per approfondire paragrafo 8 nella pagina de iPALAZZIprivati)



- le mampae in Piazza Embriaci (per approfondire paragrafo 10 nella pagina de lePIETREparlanti)

 


- la torre De Castro (comunemente ed erroneamente chiamata "degli Embriaci") (per approfondire paragrafo 1 nella pagina de leTORRIdiGENOVA) 




- il complesso di Santa Maria di Castello (per approfondire paragrafo 38 nella pagina de leCHIESEdiGENOVA): in questa tappa potrete visitare la Chiesa e il complesso monasteriale accompagnati da guide volontarie lì presenti



- Santa Maria in Passione (per approfondire paragrafo 39 nella pagina de leCHIESEdiGENOVA)



- Santa Maria delle Grazie la Nuova "Casa Paganini" (per approfondire paragrafo 40 nella pagina de leCHIESEdiGENOVA)




- la vera torre degli Embriaci (per approfondire paragrafo 2 nella pagina de leTORRIdiGENOVA)

  


- il Teatro della Tosse (per approfondire paragrafo 1 della pagina de iTEATRIstorici)


- il complesso di Sant'Agostino (per approfondire paragrafo 44 nella pagina de leCHIESEdiGENOVA)




- l'anfiteatro romano sotto Piazza delle Erbe (per approfondire paragrafo 27 nella pagina de laGENOVAsotterranea)



 
- la torre nolare di San Donato (per approfondire paragrafo 15 nella pagina de iCAMPANILIdiGENOVA)
 

- la Chiesa di San Donato (per approfondire paragrafo 27 nella pagina de leCHIESEdiGENOVA)





 ***

ULTIMI SEGRETI RACCONTATI:


- la storia di Palazzo Gio. Battista Imperiale al paragrafo 76 nella pagina de "i PALAZZI privati";
- la pietra di Taviani al paragrafo 2.2 nella pagina de "i SEGRETi dei VICOLI della GRANDE GENOVA";
- la storia della Chiesa di San Giorgio al paragrafo 34 nella pagina de "la CHIESE di GENOVA";
- la storia e le immagini de "le pietre del bombardamento inglese del 9 febbraio 1941" al paragrafo 20 nella pagina de "le PIETRE parlanti";
- la storia e le immagini di Palazzo Cereseto al paragrafo 2 nella pagina de "i PALAZZI privati";
- le immagini di Palazzo Bendinelli Sauli al paragrafo 49 nella pagina de "i PALAZZI privati";
- la storia e le immagini di Palazzo Sinibaldo Fieschi al paragrafo 51 nella pagina de "i PALAZZI privati".
 
***


Uno degli scorci dei vicoli  che preferisco: dal buio dei caruggi ecco comparire la torre bicroma di San Lorenzo
(foto di Antonio Figari)


***


MANGIACORTA



Sabato 29 settembre 2018, nella zona della Maddalena, si è svolta la Mangiacorta. Lungo il percorso erano stati raccontati un pò di segreti dei vicoli che trovate su questo sito, ecco quali:


Il mistero dell'Ordine dei Rosacroce (Chiesa della Maddalena)

Avete mai sentito parlare dell'ordine dei Rosacroce?
Esso è un ordine cavalleresco segreto fondato, secondo la leggenda, nel 1407 da un pellegrino tedesco, Christian Rosenkreuz (rosen=rosa, kreuz=croce).
Secondo altre fonti invece l'ordine sarebbe stato fondato nel 46 d.C. dal saggio gnostico alessandrino Ormus che, dopo essersi convertito al Cristianesimo ad opera di San Marco, fuse elementi della tradizione esoterica egiziana con altri tratti dalla dottrina cristiana. Rosenkreuz, secondo queste fonti, sarebbe stato iniziato ai segreti di quest'ordine divenendone gran maestro.
Leggendo le molte opere che ne parlano, in realtà sembra che l'ordine dei Rosacroce fosse formato in massima parte da religiosi  che condividevano tra loro alcuni punti di vista riformatori della dottrina cristiana. Le opere a noi pervenute sono ricche di riferimenti all'occultismo ed al misticismo tipici delle società segrete con rifermenti a significati nascosti delle parole e delle figure retoriche comprensibili solo a coloro che erano iniziati al segreto dei Rosacroce.
Due sono gli scritti a noi pervenuti: "Fama fraternitatis Rosae Crucis" del 1614, che racconta la vita di Christian Rosencreuz, e "Le nozze chimiche di Christian Rosenkreuz" o "Le nozze alchemiche di Christian Rosenkreuz", romanzo allegorico scritto da Johann Valentinus Andreae.
La confraternita dei Rosacroce ebbe adepti anche a Genova. 
Nella Chiesa di Santa Maria Maddalena, una lastra tombale con disegnata una rosa ci riporta ad essi ed ai loro segreti. L'avete mai vista?
Essa, recante la data 1684, si trova ai piedi del primo altare nella navata sinistra: il nome del defunto è sbiadito ma la rosa è ancora ben visibile. Piace pensare che colui che qui riposa fu probabilmente un adepto dell'Ordine dei Rosacroce anche se nessuna fonte storica può confermare ciò (per approfondire paragrafo 22, pagina de “leCHIESEdiGENOVA”).


Palazzo dei Fattinanti (Piazzetta Cambiaso)

Sito in Piazzetta Cambiaso (anticamente denominata “Piazza de’ Sette Dolori” per la presenza di un edicola votiva con la Madonna Addolorata, ancora oggi in piazza), quest’edificio viene edificato nel XVI secolo per volere della nobile famiglia dei Fattinanti. Dopo di loro il palazzo passa prima ai Centurione, poi all’Ospedale di Pammatone per lascito testamentario ed infine ai Cambiaso nel Settecento.
Fu Gio. Giacomo Centurione nel 1619 a volere il rinnovamento del palazzo e dargli l’aspetto che vediamo oggi.
Purtroppo il bombardamento del 22 ottobre 1942 distrusse parte del palazzo ed oggi è sopravvissuto solo il bel cortile loggiato attribuito a Michele Carlone con decorazioni murali, che gli studiosi attribuiscono alla cerchia di Andrea Ansaldo accostandoli a quelli di Palazzo Imperiale in Campetto, e il bel portale marmoreo.
Al primo piano sono conservati alcuni splendidi laggioni di cui trovate qui di seguito un'immagine (altre immagini, la storia e gli altri laggioni ancora visibili nei vicoli di Genova nella pagina de i RISSEU ed i LAGGIONI della SUPERBA).
La parte del palazzo ricostruita nel dopoguerra ospita oggi un piccolo teatro. (per approfondire paragrafo 86, pagina de “iPALAZZI privati”).


La pietra dell'antica numerazione civica (Piazza della Lepre 9)

Non so se vi è mai capitato di passeggiar per Venezia e cercare un determinato numero civico. Lì, a differenza delle altre città europee e non solo, si segue ancora un antico sistema basato non sulla suddivisione in vie ma in sestieri: e così  dovrete cercare non un civico particolare in una certa via ma un numero civico all'interno di un intero quartiere.
Ebbene, se la cosa vi sembra strana sappiate che anche Genova fino a qualche secolo fa adottava  questo sistema.
C'è un palazzo dei vicoli che reca ancora in facciata, accanto al portone di pietra nera, il numero riferito all'antica numerazione civica per sestieri, è Palazzo di Negro in Piazza della Lepre n. 9, o, se volete, al n.400 del Sestiere della Maddalena: insomma, due numeri, un solo luogo! (per approfondire paragrafo 36, pagina de “lePIETREparlanti”).


Edicola di Sant’Antonio (Via della Maddalena angolo Via della Posta Vecchia)

All'angolo tra Via della Maddalena e Via della Posta Vecchia è posta una bellissima edicola formata da un tondo di marmo sormontato da tre angeli con entro la statua di Sant'Antonio con in braccio il Bambin Gesù (copia dell'originale che si trova in Museo di Sant'Agostino).
Se Vi fermate un attimo come faccio sempre io a dar un saluto al "mio" Santo noterete una scritta sotto la base dell'edicola, "SIQUAERIS MIRACULA": essa è l'incipit di una preghiera che si rivolgeva a Sant'Antonio per ritrovare le cose perdute, eccola

« Si quaeris miracula
mors, error, calamitas,
demon, lepra fugiunt,
aegri surgunt sani.
Cedunt mare, vincula,
membra resque perditas
petunt et accipiunt
juvenes et cani.
Pereunt pericula,
cessat et necessitas,
narrent hi qui sentiunt,
dicant Paduani.
Cedunt mare, vincula…
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto…
Cedunt mare, vincula… »

                « Se miracoli tu brami,
fugge error, calamità,
lebbra, morte, spirti infami
e qualunque infermità.
Cede il mare e le catene
trova ognun ciò che smarrì
han conforto nelle pene
vecchi e giovani ogni dì.
I perigli avrai lontani,
la miseria sparirà;
ben lo sanno i Padovani,
preghi ognun e proverà!
Cede il mare e le catene…
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo…
Cede il mare e le catene… »

Questa preghiera era detta "tredicina di Sant'Antonio" perché, per tradizione, essa andava recitata tredici volte di seguito senza interruzione.
Sotto l'incipit dell'invocazione al Santo un'altra scritta recita "ELEEMOSUN PIORUM 1778", elemosina che i fedeli lasciavano nella cassetta posta lì sotto, descritta, insieme alle altre presenti nei vicoli, nel paragrafo "32. Le pietre della carità" nella pagina de "le PIETRE parlanti" (per approfondire paragrafo 35, pagina de “leEDICOLEvotive”).


La meretrice di Vico delle Mele

Partendo da Piazza Senarega, lasciata alle vostre spalle via Orefici, vi ritroverete in Vico delle Mele.
Anche questo buio vicolo nasconde una storia misteriosa nella quale, come in piazza Senarega, la protagonista è una cortigiana.
Si narra infatti che una meretrice, dopo un incontro amoroso, sia scomparsa portando con sé anche il palazzo dove l'incontro clandestino avvenne, un'antica dimora patrizia misteriosamente scomparsa insieme alla ragazza (per approfondire paragrafo 11, pagina de “iFANTASMIdiGENOVA”).


La pietra del "quartiere dei maiali" (Via dei Macelli di Soziglia)

Ci sono nomi di vicoli che rimandano all'antica denominazione del luogo: vi siete mai chiesti perchè la Via dei Macelli e la Piazza poco distante si chiamino "di Soziglia"?
L'origine del nome derivererebbe da due termini: "sus" che significa maiale ed "eia" che sta per quartiere.
Venne scelto questo luogo per la macellazione delle carni per l'abbondanza d'acqua:  qui infatti scorreva un rio, che tuttora è presente sebbene tombinato ed dunque non visibile, il Rio Bachernia.
Lungo Via dei Macelli venne edificato dal Comune nel XIV Secolo, in un isolato che ha per perimetro le odierne Via dei Macelli di Soziglia, Vico Lavagna, Via Luccoli e Vico Sottile, il cosiddetto "Macello Nuovo" di cui trovate la storia nella pagina de “gliEDIFICIpubblici” (per approfondire paragrafo 56, pagina de “lePIETREparlanti”).


Il barchile di Soziglia (Piazza di Soziglia)

Al centro della piazza di Soziglia sorgeva un bellissimo barchile: oltre ad esser una sorgente d'acqua per gli abitanti e gli animali della zona, intorno vi si posavano i sacchi di tela con la biancheria sporca delle famiglie benestanti, che veniva raccolta e lavata dalle "bugaixe" (termine genovese per indicare le lavandaie). Inoltre esso era anche luogo di ritrovo per i genovesi che li' si riunivano per discutere di politica e di tutto ciò che accadeva in città.
Nel 1578 il barchile venne arricchito da una sirena, opera di Taddeo Carlone. In seguito la sirena venne spostata in Piazza Lavagna e di lì scomparve misteriosamente.
Nel 1726 il carrarese Francesco Baratta scolpì per il barchile il gruppo marmoreo di Enea in fuga da Troia con il padre Anchise e il figlio Ascanio.
Oggi purtroppo poco rimane dell'antico splendore del Barchile: esso fu dapprima spostato in piazza Lavagna, dove, come già detto, scomparve la sirena del Carlone, poi in Piazza Fossatello ed oggi lo troviamo in Piazza Bandiera, abbandonato al suo triste destino in mezzo alle auto in sosta.  Il suo lungo peregrinare in giro per la Superba, degno di esser equiparato ai viaggi di Enea che sul Barchile è scolpito (a volte il destino sembra proprio beffardo),  fu causato  dal suo ingombro sulla strada che non lasciava abbastanza spazio alle carrozze in transito in Soziglia. Forse oggi, che la piazza non ha più problemi di traffico veicolare, sarebbe il caso di riportare l'antico Barchile nella sua originaria posizione, così da valorizzarlo come meriterebbe (per approfondire paragrafo 4, pagina de “lACQUApubblica”).


Le pietre delle "mampæ" (Piazza di Soziglia 12)

Le "mampæ" ( termine genovese che deriva dallo spagnolo "mampara" il cui significato è paratia, paravento) sono particolari pannelli mobili riflettenti  foderati di lamiera all'interno in modo da agevolare  il riflesso della luce: è un antico sistema genovese per convogliare all'interno delle abitazioni la poca luce che riusciva ad arrivare dall'alto negli stretti e bui vicoli della Superba. 
Ve ne sono presenti ancora molto poche nei vicoli: nel palazzo Giulio Sale in Piazza degli Embriaci, nella vicina Via di Mascherona, e sulla facciata del palazzo al civico 12 di Piazza di Soziglia.
Se guardate con attenzione le cartoline antiche come quelle che trovate su questo sito, noterete che alcune "mampæ" non sono di metallo ma di stoffa bianca entro una cornice. La cosa non deve stupirci: come ci racconta il grande Vito Elio Petrucci  poeta, giornalista e commediografo genovese, spesso le "mampæ" erano formate da lenzioli bianchi entro cornici di legno. 
Una curiosità: molti di voi saranno passati mille volte in piazza Cavour ed avranno costeggiato l'ingresso del Porto Antico senza accorgersi che,come documenta la sottostante foto, anche qui sono presenti moderne "mampæ". 
L'architetto Renzo Piano infatti, fautore del rinnovo del Porto Antico, in un suo libro citava questo antico sistema, e lo ha voluto inserire nei palazzi del porto. (per approfondire paragrafo 10, pagina de “lePIETREparlanti”).


Il Macello Nuovo (Via dei Macelli di Soziglia)

Questo edificio venne edificato dal Comune nel XIV Secolo in un isolato che ha per perimetro le odierne Via dei Macelli di Soziglia, Vico Lavagna, Via Luccoli e Vico Sottile.
Al piano terreno Vi era un grande porticato e veniva macellata e venduta la carne.
I piani superiori vennero invece suddivisi in abitazioni che vennero vendute o affittate così da ricavare il denaro necessario per erigere questo palazzo.
Ancora oggi sono ben visibili le colonne e gli archi tamponati della loggia al piano terreno e gli archetti medievali ai piani superiori.
Particolarmente belli alcuni capitelli sul lato di Via Luccoli (per approfondire paragrafo 16, pagina de “gliEDIFICIpubblici”).


La Botteghetta Magica (Via della Maddalena n. 2)

Nata nel 1830, la Botteghetta Magica, specializzata nella vendita di presepi, si inserisce di forza nei miei ricordi più belli di bimbo: fermarsi a guardare la vetrina ancora oggi suscita in me forti emozioni.
L'occhio si perde nei mille paesaggi e piccoli scene che sono animate da fili invisibili: personaggi di ogni tipo sono intenti nelle loro faccende, chi nella sua bottega, chi nei campi, chi a pescare, mentre si vedono porticine che si aprono e pentole che ribollono, il tutto mentre intorno scorre l'acqua che fa muovere i mulini, insomma, un piccolo mondo in miniatura che fa la felicità di coloro che, anche solo per un attimo, si fermano ad ammirarlo.
Entrando, tra gli scaffali, si può trovare ogni tipo di figurina del presepe, di ogni misura e di ogni materiale, oltre a tutto il necessario per costruire il paesaggio come palme, pozzi e casette di ogni tipo.
Oltre a questi oggetti che richiamano alla tradizione del Santo Natale, la Botteghetta vende anche casalinghi, pentole e articoli da cucina.
Ed è proprio da questi oggetti da lavoro da casa che tutto ebbe inizio: fu Luigi Baghino detto "U Vè" (che significa proprio "stovigliaio", colui che vende stoviglie) insieme alla moglie Maria Monteverde "A Majn" ad aprire questa bottega nel 1830. 
Oggi la botteghetta è in mano a Daniela Tinello a cui l'ultima vedova Baghino affidò questo pezzo di storia nel 1985 (per approfondire paragrafo 40, pagina de “leBOTTEGHEstoriche”).


***

 Ecco il QR Code de iSEGRETIdeiVICOLIdiGENOVA, stampatelo, diffondetelo, fotografatelo.
 ***


NASCITA DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE GIANO

Cari amici,
da tempo pensavo alla creazione di una associazione culturale così da coinvolgere concretamente i tanti di Voi che in questi anni erano desiderosi di affiancarmi durante le mie passeggiate alla scoperta dei tesori che Genova custodisce!
Con molto gioia posso finalmente annunciarvi che il 30 gennaio 2015 è nata l'ASSOCIAZIONE CULTURALE GIANO.



Vi invito a visitare il sito www.associazioneculturalegiano.com, a mettere il vostro MI PIACE nella pagina Facebook "Associazione Culturale Giano" ed a scrivere una mail a eventi.giano@gmail.com per saperne di più e per essere inseriti nella mailing list dell'associazione così da essere sempre informati sugli appuntamenti in programma.
D'ora in poi quindi, a fianco de iSEGRETIdeiVICOLIdiGENOVA, che continuerò a scrivere e che rimarranno il diario personale del mio viaggio alla scoperta dei tesori della Superba, ci sarà anche "Giano" con cui andremo alla scoperta dei luoghi che in questi anni ho visitato e vi ho raccontato su questo sito e di quelli che visiterò in futuro.
Con i soldi che raccoglieremo con l'Associazione a fine anno contribuiremo in modo concreto a progetti per la valorizzazione del patrimonio culturale della Superba.



***



INTERVISTE A "iSEGRETIdeiVICOLIdiGENOVA"


Era Superba - I segreti dei vicoli di Genova: il centro storico in un blog (di Marta Traverso)

Il Giornale della Liguria - più puntate alla ricerca dei segreti dei vicoli (di Giulia Guerri)

Mentelocale - I segreti dei vicoli di Genova: il blog di Antonio Figari (di Angela Ferrari)

I segreti dei vicoli di Genova a Radio 19

I segreti dei vicoli di Genova su Rai 1 a Uno Mattina 

Il Turista Informato - Alla Scoperta Dei Segreti Dei Vicoli Di Genova! (di Michela Sisti)

I segreti dei vicoli di Genova su la7 a "L'aria che tira" (al minuto 3:20 inizia la mia intervista) 

XLiguria - La Genova nascosta di Giano 
 
XLiguria - Giano, missione: a caccia di capolavori 


Genova 24 - Al via TEDxGenova, tra “le cose che contano” anche i tesori nascosti dei vicoli

Secolo XIX - TEDxGenova: "Cosa conta davvero?", le risposte affidate a 8 relatori 

Ecco TEDxGenova, otto idee nuove sul palco della Tosse 

Eccomi al TEDxGenova al teatro della Tosse il 21 ottobre 2017:




***


Notte in Vico delle Neve
(foto di Antonio Figari)



"E' un luogo che non si finisce mai di conoscere. Sembra che ci sia sempre qualche cosa da scoprirvi. Per andare a passeggio, ci sono i sentieri e i viottoli più straordinari: vi potete perder per strada (che piacere quando uno non ha niente da fare!) venti volte al giorno, se lo desiderate, e ritrovarla in mezzo alle difficoltà più sorprendenti e più inaspettate. E' ricco dei più strano contrasti: ad ogni svoltata, vi si presentano allo sguardo cose pittoresche, brutte, abbiette, magnifiche, deliziose e gradevoli."
Charles Dickens, Pictures from Italy, 1843) 




"Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. (...) in altri momenti (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio."
(Gustave Flaubert - lettera ad Alfred Le Poittevin, 1 maggio 1845)




"Vista da molto alto, da dove non si vedono che tetti, giardini, cupole e il mare: cara grande città grigia, ma di un grigio così chiaro e gaio! (E se leviamo il capo, ci sono ancora palazzi dietro di noi, e dietro di essi le montagne, la frontiera, nell'aria fredda)."

(Valéry Larbaud)




"Genova alta e sonora e vasta! Palazzo unico di trecento piani a terrazza sul mare, ornato di palchi pensili. Genova dove gli ascensori pubblici hanno il compito che in altre città hanno i tram. Strade e quartieri sovrapposti e accavallati, che si sorpassano, si ricongiungono, si incrociano... Città a sorpresa, che insegna un'astuta saggezza a chi ne è pratico: una scala, un corridoio, un passaggio a volta, una passerella, un tunnel, ed eccovi in pochi minuti in una piazza o dinanzi a un palazzo che non avreste raggiunto che in un'ora di cammino seguendo la strada normale."

(Valéry Larbaud)



I vicoli di Genova visti dalla terrazza in cima alla Torre Piacentini di Piazza Dante
(foto di Antonio Figari)

I vicoli di Genova al tramonto visti dal quartiere di Castelletto
(foto di Antonio Figari)

Tramonto sui vicoli in una serata invernale
(foto di Antonio Figari)

I vicoli di Genova e sullo sfondo il porto e la Lanterna, visti da  corso Carbonara
(foto di Antonio Figari)



Rosso di sera sui vicoli e la lanterna
(foto di Antonio Figari)

La volta della Grotta (la sua storia e altre immagini nella pagina de "la GENOVA sotterranea")
(foto di Antonio Figari)

Il campanile e la cupola della Chiesa delle Vigne visti da Palazzo Francesco Maria Doria
(foto di Antonio Figari)

Il tramonto visto dalla Porta dell'Olivella (la storia di questa porta nella pagina de "le PORTE di GENOVA")
(foto di Antonio Figari)


 La Lanterna vista dalla collina dove sorgeva il Monastero di Santa Brigida (foto di Antonio Figari)


I vicoli visti dal complesso di San Silvestro (foto di Antonio Figari)


Nome profetico? Sicuramente una toponomastica molto azzeccata per una delle vie del centro storico di Genova, dedalo inestricabile e spesso fonte di disorientamento anche per i genovesi stessi
(foto di Antonio Figari)

Qui di seguito "Quartiere Genovese" (1948), un bellissimo documentario di Giovanni Paolucci con la voce narrante di Lauro Gazzolo che racconta il centro storico di Genova nell'immediato dopoguerra.






Qui di seguito invece uno spezzone del film "Le Mura di Malapaga" del francese Jean Gabin girato a Genova nel 1949: se guardate bene riconoscerete alcuni luoghi dei  vicoli come Piazza Cavour, Sottoripa, Via Carlo Alberto (oggi Via Gramsci) e i Truogoli di Santa Brigida.






Di seguito due filmati dell'Istituto Luce che documentano la devastazione del centro di Genova dopo i pesanti bombardamenti inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale.








ALCUNE PRECISAZIONI

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Esso non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7 marzo 2001.
Non mi assumo alcuna responsabilità per il contenuto dei siti ai quali rimando tramite i link in questa e nella altre pagine, segnalati come semplice suggerimento a coloro che visitano questo blog, in quanto inerenti agli argomenti via via trattati; il semplice rimando tramite link ad altri siti non implica inoltre alcuna tacita approvazione al contenuto degli stessi.
Coloro che inseriscono commenti in questo blog se ne assumono la piena e totale responsabilità; mi riservo il diritto di rimuovere i commenti che risultino offensivi, blasfemi e che siano di natura pubblicitaria.
Le immagini che trovate su questo blog sono pubblicate senza alcun fine di lucro; qualora la loro pubblicazione violasse diritti di autore o altro siete invitati a comunicarmelo: sarà mia cura rimuoverle al più presto.
Tutte le immagini, gli scritti e gli altri contenuti di questo blog non possono essere riprodotti senza mia esplicita autorizzazione scritta.
Per qualunque comunicazione, Vi invito a scrivermi a info@isegretideivicolidigenova.com



SITI AMICI

Se volete aggiungervi tra i miei "siti amici" inserite sul vostro sito il banner del mio e inviatemi  in un commento a questa pagina il banner e l'Url del vostro sito o scrivetemi una mail a info@isegretideivicolidigenova.com