i SEGRETI dei VICOLI della GRANDE GENOVA



Il concetto di "Grande Genova" nasce nel 1926 durante il Fascismo quando vengono accorpati 19 comuni del "Genovesato" e i confini della città di Genova si ampliano fino a ricomprendere un territorio che si estende a levante fino a Sant'Ilario ed a ponente fino a Voltri.
Ho deciso di chiamare così questa pagina proprio per il fatto che qui Vi racconterò "i segreti dei vicoli" dei vari quartieri della Grande Genova; insomma, due passi fuori dal centro storico ma sempre nel territorio cittadino.
Non è qui mia intenzione creare una guida completa della città di Genova nella sua interezza ma piuttosto, come nel resto del sito, troverete in questa pagina ciò che più mi ha colpito passeggiando fuori dal centro storico propriamente definito in un territorio che, tuttavia, con i vicoli ha uno stretto rapporto poichè sua naturale appendice.


INDICE
1. Centro 
2. Granarolo 
3. Sampierdarena
4. Cornigliano
5. Sestri Ponente
6. Val Polcevera
7. Val Bisagno
8. Albaro
9. Nervi


1. Centro

1.1 Villa Lo Zerbino









1.2 Villa di Tobia Pallavicino detta "delle Peschiere"

Costruita intorno al 1560 per volere di Tobia Pallavicino, essa sorge sulla collina di San Bartolomeo degli Armeni.
Il progetto fu affidato a Galeazzo Alessi, famoso architetto perugino, che in quegli anni progettava le più belle dimore genovesi,  coadiuvato nel suo lavoro da Giovanni Battista Castello detto "il Bergamasco".
Gli interni conservano ancora splendidi affreschi opera del Cambiaso e del già citato Bergamasco con la collaborazione di Marcello Sparzo per gli stucchi.
Particolare e unico rimasto originale in tutta Genova è il famoso bagno esagonale del piano terreno, progettato dall'Alessi e eseguito materialmente dallo Sparzo, abilissimo stuccatore, una meraviglia che ci fa capire come dovevano essere i bagni delle dimore cinquecenteche della Superba.
Il giardino conserva uno splendido Satiro opera di Giovanni Paracca e al piano sottostante una splendida grotta artificiale.
Alizeri così descrive questa Villa: "...e con su gli occhi si splendide viste godean distrarsi gli antichi signori, non so se da faticosi negozi, ma certo dagli svaghi cittadini. I costumi del secolo avean sostituito ai gentili e modesti ornamenti ed agli emblemi della pietà le bizzarre favole che trastullan lo spirito e le lascivie che snervan l'ingegno. Ma in quelli errori non può negarsi magnificenza; e il Palazzo delle Peschiere i cui dipinti corsevan la primitiva freschezza, vorrà contarsi tra gli esempi più illustri".









1.3 Villa Grimaldi in Bisagno

Progettata da Galeazzo Alessi tra il 1552 e il 1554 e tra gli esempi meglio riusciti di villa suburbana genovese, essa si trovava fuori dalla cinta muraria cittadina e i suoi giardini si estendevano tra le attuali Via Carcassi e Piazza Verdi.
Un vasto cortile loggiato di due ali conduceva l'ospite al palazzo vero e proprio, che conservava al piano nobile splendidi affreschi di Luca Cambiaso e Andrea Semino.
Nel palazzo era presente uno splendido bagno lodato dal Vasari, che doveva essere del tutto simile agli altri bagni progettati nelle ville cinquecentesche genovesi dall'Alessi e di cui oggi il solo esempio perfettamente conservato si trova nelle Villa delle Peschiere di cui vi parlo in questa pagina al paragrafo precedente.
Nell'Ottocento, dopo esser passata di mano prima dai Grimaldi ai Cybo ed infine ai Sauli, essa fu dapprima trasformata in fabbrica di veli e successivamente divisa in appartamenti, il tutto mentre intorno ad essa l'architetto ed urbanista Bararabino progettava la nuova Genova ottocentesca strappando ad essa il suo giardino.
Nel 1897 la Villa, dopo aver rischiato di essere abbattuta per far posto ad otto caseggiati, fu acquistata dal Comune di Genova.
Oggi, dopo un recente restauro, essa è divenuto un condominio; dell'antica bellezza conserva però ben poco dopo le trasformazioni ottocentesche: senza più lo spendido cortile loggiato che dava verso Via San Vincenzo, con la loggia al piano nobile tamponata e sopraelevata di alcuni piani, essa rimane solo un triste palazzo che pochi riconoscerebbero in quello splendore raccontato da chi la visitò nella sua epoca d'oro.


 



 

Gli affreschi del Cambiaso che ornavano il piano nobile del Palazzo, staccati dalla Villa nell'epoca del suo massimo declino, sono oggi conservati nel Museo di Sant'Agostino, splendida testimonianza dell'antica maestosità di questa tipica villa suburbana genovese.




L'Alessi progettò anche una splendida grotta che si trovava in mezzo ai giardini, gli "Orti" (da qui il nome della vicina strada, Via le Orti Sauli"), una meraviglia per gli ospiti che avevano la fortuna di poterla visitare. Essa è ancora esistente, sebbene nascosta e non visibile al pubblico (trovate la sua storia e alcune immagini al paragrafo 8 della pagina de la GENOVA sotterranea).









1.4 Villa del Principe



1.4.1 La villa








1.4.2 La Grotta



Per la storia e la descrizione della stessa Vi rimando al paragrafo 7 della pagina de la GENOVA sotterranea.
 






1.4.3 Il Gigante








1.4.4 Il Gran Roldano

Nel 1605, ai piedi del "Gigante", fu sepolto "il Gran Roldano", uno splendido cane bianco molosso donato dal Re Filippo II di Spagna a Giovanni Andrea Doria, nipote dl grande ammiraglio Andrea che aveva ospitato a palazzo il padre di Filippo II, Carlo V.
Due belle raffigurazioni del Gran Roldano sono tuttora ammirabili in due dipinti conservati a Palazzo del Principe: nel primo il molosso posa con un paggio che si prende cura di lui, nel secondo invece è insieme a Giovanni Andrea Doria.
La lapide che chiudeva il sepolcro del fedele Roldano è ancora oggi presente, sebbene coperta di rovi e poco visibile. Le parole in essa incise sono le seguenti: 

QUI GIACE IL GRAN ROLDANO CANE DEL

PRINCIPE GIO. ANDREA DORIA IL QUALE
PER LA SUA MOLTA FEDE E BENEVOLENTIA
FU MERITEVOLE DI QUESTA MEMORIA ET
PERCHE' SERVO IN VITA SI' GRANDEMENTE
D'AMBIDUA LE LEGGI FU ANCO GIUDICATO
IN MORTE DOVERSI COLLOCARE IL SUO CENERE
APPRESSO DEL SOMMO GIOVE COME VERAMENTE
DEGNO DE LA REAL CUSTODIA
VISSE XI ANNI ET X MESI MORSE IN SETTEMBRE DI 1605
GIORNO 8 HORA 8 DE LA NOTTE





1.5 Villa di Negro-Rosazza detta "dello Scoglietto"

Essa è una villa suburbana costruita nel 1565 per volere del Doge Ambrogio Di Negro (che in città possedeva il palazzo sito in Via San Luca al civico 2).
All'epoca si trovava in una zona fuori dalle mura, oggi invece è soffocata dal quartiere di San Teodoro e affaccia su Piazza Dinegro e dalla linea ferroviaria che oggi passa quasi sotto le finestre della villa lato mare.
Passata in proprietà ai Durazzo, a fine del Settecento viene rimaneggiata in stile neoclassico ad opera dell'architetto Tagliafichi.
Il soprannome "Scoglietto" è dovuto al fatto che la villa venne eretta su uno scoglio in una zona extraurbana.
Gli interni conservano begli affreschi nell'altro e nel piano nobile dove sono affescati, nella volta del salone principale, le imprese del Doge Ambrogio di Negro contro i Corsi.
La cosa che più amo di questa villa è lo splendido ninfeo, retrostante la villa, risalente al XVI secolo: una meraviglia fatta di conchiglie, piccole pietre colorate e addirittura stalattiti naturali trasportate qui da grotte nell'entroterra di Lavagna, come potete notare dalle foto qui di seguito.
La villa conserva ancora il giardino verso monte, progettato dal Tagliafichi, mentre è andato perduto il lato mare.


Il ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)


Particolare dell'esterno del ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)


Le stalattiti del ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)



Interno del ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)


Il soffitto del ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)

Conchiglie nel ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)

Altre conchiglie nel ninfeo di Villa Rosazza
(foto di Antonio Figari)


 ***

2. Granarolo

2.1 Villa Lomellini





2.2 La pietra di Taviani



Se Vi capita di passare sulle alture di Genova, a Granarolo, in Via Bartolomeo Bianco al civico 46, su un muro di pietra alla sinistra di un anonimo cancello, vedrete una lapide marmorea sulla quale sono incise le seguenti parole:
"Popolo genovese esulta. L’insurrezione, la tua insurrezione, è vinta. Per la prima volta nel corso di questa guerra, un corpo d’esercito agguerrito e ancora bene armato si è arreso dinanzi a un popolo. Genova è libera. Viva il popolo genovese, viva l’Italia."
Sono le parole, come specificato sulla lapide, che pronunciò Paolo Emilio Taviani, nome di battaglia "Pittaluga" (futuro membro dell'Assemblea Costituente, parlamentare tra le file della Democrazia Cristina e più volte ministro della Repubblica), il 26 aprile 1945 da qui, ove sorgeva la stazione radio di Granarolo.
La lapide vennè inaugurata il 6 novembre (giorno di nascita di Taviani) del 2013.





 ***

 
3. Sampierdarena

3.a Le Ville di Sampierdarena

La passeggiata alla scoperta delle Ville di Sampierdarena inizierà da Villa Pallavicino (ora Gardino), la prima Villa in cui ci si imbatte superata la Lanterna, per poi proseguire su un ipotetico asse lungo il quale si affacciano la maggior parte delle Ville ed infine sulla collina verso i forti che sovrastano Sampierdarena.


3.a.1 Villa Pallavicino (Gardino)


Villa Pallavicino (Gardino)
(foto di Antonio Figari)


Sita nell'odierna Via Pietro Chiesa, questa villa, edificata nella seconda metà XVI Secolo, in origine si affacciava sul mare.
Il volume cubico è di chiara derivazione alessiana.
Verso monte si apre una triplice loggia che anticamente affacciava sui giardini.
Gli interni, ordinati secondo l'asse visuale mare-palazzo-giardino, si mantengono inalterati al piano terreno, mentre soppalcature e tramezzi del piano nobile nascondono l'antico splendore.
Attualmente la villa è in stato di abbandono.



3.a.2 Villa Negrone (Moro)

Sita in Via Luigi Dottesio all'angolo con Via G. B. Carpaneto, essa è la prima villa che incontriamo lungo quell'antico asse su cui affacciano la maggior parte delle Ville di Sampierdarena.
Il periodo di edificazione non si discosta da quello di Villa Pallavicino (Gardino) con la quale condivide evidenti caratteristiche stilistiche sia esterne che interne con i due ingressi, uno lato mare e l'altro verso il giardino a monte.
Conserva all'interno una bella loggia angolare al piano nobile.
In quelli che furono gli antichi giardini, oggi lottizzati, è ancora presente l'antica torre di questa villa, oggi inglobata in un edificio ottocentesco: interessante la sua forma, ottagonale, un unicum nel panorama genovese.


 
3.a.3 Villa Pallavino (Moro)

Edificata lungo l'attuale Via Dottesio, a poca distanza da Villa Negroni (Moro), è stata demolita nel XX Secolo e al suo posto sorge oggi, leggermente arretrato rispetto all'antico edificio, un anonimo palazzo di edilizia popolare.
Rimane, a testimonianza dell'antico splendore, miracolosamente sopravvissuta alle demolizioni, la parte bassa della facciata ed il portale.








3.a.4 Villa Pallavicino

Sita in Via Sampierdarena al civico 71, questa villa era una delle tante costruite lungo il litorale di Sampierdarena e circondate da splendidi giardini.
Edificata con tutta probabilità tra il XVI e il XVII secolo per volere di un ramo della famiglia Pallavicino, essa si presenta con una pianta quadrata sormontata da un tetto a quattro falde.
Gli ingressi erano due: il principale verso sud e quello che dava sui giardini a nord.
L'interno, dopo un attento restauro, ha riacquistato l'originaria conformazione dello scalone che si conclude nella loggia del piano nobile che si apre sul grande salone.
Dell'originaria decorazione pittorica rimane traccia solo nella scala di servizio che dalla loggia conduce al sottotetto: motivi a grottesche con medaglioni che racchiudono figure allegoriche di qualità esecutiva elevata, piccola traccia superstite di quella meraviglia che dovevano essere gli altri affreschi che adornavano questa villa.



3.a.5 Villa Spinola di San Pietro

Particolare della volta del salone al piano nobile di Villa Spinola di San Pietro
(foto di Antonio Figari)















3.a.6 Villa Grimaldi detta "La Fortezza"

Villa Grimaldi vista da Villa Imperiale Scassi 
(foto di Antonio Figari)

Questa villa venne edificata negli anni sessanta del XVI Secolo per volere di Giovanni Battista Grimaldi, ricco banchiere, il quale affidò il progetto a Bernardo Spazio, attivo a Genova in quegli anni e già stretto collaboratore di Galeazzo Alessi. I lavori vennero poi affidati a G.B. Castello ed infine terminati da Giovanni Ponzello (che in quegli stessi anni stava occupandosi anche della splendida Villa Imperiale, descritta al paragrafo successivo).
Di forma cubica, all'origine aveva una facciata ornata da un affresco in chiaroscuro opera di Battista Perolli, oggi andato perduto ed un giardino che correva fino al mare.
Superata il loggiato al piano terra che immette all'ampio vestibolo, si giunge allo scalone che sale alla magnifica loggia del piano nobile, la cosa che più mi affascina di questa villa, decorata da Battista da Carona con cassettoni in stucco nella volta e ai lati altorilievi raffiguranti divinità marine, questi ultimi realizzati su disegni di Luca Cambiaso. 
La loggia immette nell'ampio salone dal quale si ripartono sei sale collegate allo stesso da bei portali in pietra nera di Promontorio, tre delle quali presentano ancora i soffitti affrescati con scene tratte dall'Iliade e dall'Eneide e con personaggi dell'antica Roma, opera di G.B. Castello e del Perolli.
Al piano terreno, sotto lo scalone, era presente uno splendido bagno di forma ottagonale, che doveva essere del tutto simile agli altri bagni progettati nelle ville cinquecentesche genovesi e di cui oggi il solo esempio perfettamente conservato si trova nelle Villa delle Peschiere (un altro splendido esempio di bagno ottagonale era presente in Villa Grimaldi in Bisagno, come ci ricorda il Vasari).
Alla morte di Giovanni Battista Grimaldi la villa passò al secondogenito Pasquale (al primogenito andò in eredità il palazzo della Meridiana, di cui vi parlo nela pagina de i PALAZZI privati). Nel XIX secolo la villa passò ad Agostino Scassi, figlio di Onofrio Scassi il quale aveva acquistato la vicina Villa Imperiale, ed infine allo Stato che la destinò a scuola. Attualmente è in stato di abbandono.
Una curiosità: nel 1607 qui fu ospitato da Pasquale Grimaldi il Duca di Mantova Vincenzo Gonzaga che era accompagnato da Pieter Paul Rubens, il quale, affascinato dai palazzi di Genova, approfittò di questo soggiorno in città per disegnare le facciate dei più bei palazzi della superba ai quali dedicherà un volume che sarà pubblicato ad Anversa nel 1622.


La splendida loggia al piano nobile di Villa Grimaldi
(foto di Antonio Figari)


Particolare della loggia al piano nobile di Villa Grimaldi
(foto di Antonio Figari)


Il soffitto della loggia al piano nobile di Villa Grimaldi
(foto di Antonio Figari)


Particolare di uno degli affreschi del piano nobile di Villa Grimaldi
(foto di Antonio Figari)



Affreschi del piano nobile di Villa Grimaldi
(foto di Antonio Figari)




3.a.7 Villa Imperiale Scassi detta "La Bellezza"


Villa Imperiale Scassi vista da Villa Grimaldi
(foto di Antonio Figari)


Questa villa fu edificata tra il 1560 ed il 1563 per volere di Vincenzo Imperiale il quale affidò il progetto ai fratelli Domenico e Giovanni Ponzello che si ispirarono alle ville genovesi progettate da Galeazzo Alessi, come si nota già nella facciata, molto simile a Villa Cambiaso di Albaro progettata dall'Alessi (e di cui vi parlo in questa pagina nella sezione dedicata ad Albaro).
L'atrio è affrescato nella volta da Giovanni Carlone con scene mitologiche e decorato con statue nelle nicchie opera di Marcello Sparzo, stuccatore urbinate che tanto lavorò a Genova, del quale sono anche le statue che si trovano lungo lo scalone.
Bernardo Castello è l'autore degli affreschi della loggia del piano nobile con episodi della Gerusalemme Liberata. 
Nel 1821 Onofrio Scassi decise di ridare alla villa l'antico splendore affidando il progetto all'architetto Nicolò Barabino. A questo periodo risalgono anche gli interventi decorativi in stile neoclassico ad opera di Michele Canzio e Gaetano Centenaro.






Accanto alla loggia vi era una piccola cappella, oggi sogliata dei suoi arredi, che conserva ancora gli originali stucchi.
A monte della villa vi era uno splendido giardino a terrazze dove vi erano ninfei, fontane e un lago artificiale con una grande voliera (oggi, dove sorgeva il lago, vi è l'ospedale).
Il giardino, ancora oggi in parte conservato, venne privato del collegamento con la villa prima con la costruzione di uno stadio dove giocava la Sampierdarenese, in seguito sostituito da Via Cantore che ancora oggi divide il parco dalla villa.















3.a.8 Villa Lercari detta "La Semplicità"

Villa Lercari detta "La Semplicità"
(foto di Antonio Figari)


Edificata tra il 1558 e il 1563 per volere della famiglia Lercari su progetto di Bernardino Cantone in collaborazione con Bernardo Spazio, essa è nota con l'appellativo de "La Semplicità" per la linearità delle sue forme che danno armonia a tutto l'edificio.
Di forma cubica, aveva un portale di ingresso rivolto verso ponente, speculare e simmetrico rispetto alla Fortezza, e uno scalone che conduceva al piano nobile dove due logge sui prospetti laterali davano luce al grande salone.
La villa subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale. Negli anni sessanta radicali interventi e la suddivisione in appartamenti ne hanno alterato le forme originarie.
   
3.a.9 Villa Doria delle Madri Franzoniane


Parte della facciata su Via Cantore e la torre di Doria delle Madri Franzoniane
(foto di Antonio Figari)




3.a.10 Villa Crosa Diana




Il salone di ingresso al piano nobile di Palazzo Crosa Diana
(foto di Antonio Figari)



Particolari degli affreschi del salone di ingresso al piano nobile di Palazzo Crosa Diana
(foto di Antonio Figari)





3.a.11 Villa Serra Doria Monticelli








Particolare della volta affrescata del salone al piano nobile di Villa Doria Monticelli
(foto di Antonio Figari)


3.a.12 Villa Cambiaso

(...continua)


3.a.13 Villa Pallavicino Credito Italiano

(...continua) 


3.a.14 Villa Centurione detta "del Monastero"










3.a.13 Villa Serra Doria Masnata


Villa Serra Doria Masnata
(foto di Antonio Figari)



3.a.14 Villa Centurione Carpaneto

Villa Centurione Carpaneto
(foto di Antonio Figari)

Bernardo Strozzi"Orazio Coclite sul ponte"
(foto di Antonio Figari)

Bernardo Strozzi"Didone con Enea nell'antro"
(foto di Antonio Figari)



Bernardo Strozzi"Curzio che precipita nella voragine"
(foto di Antonio Figari)




3.a.15 Villa Doria De Mari, Istituto Don D'Aste


Villa Doria De Mari
(foto di Antonio Figari)


Particolare della volta affrescata di una delle sale al piano terreno di Villa Doria De Mari
(foto di Antonio Figari)




3.a.16 Villa De Ferrari

Sita in Via Bersezio con ingresso al civico 43, non distante dalla strada che porta al Forte Crocetta,   essa mantiene ancora intatte le caratteristiche di villa di inizio cinquecento nel volume e nella grande loggia angolare a due fornici per lato, originariamente aperta, oggi chiusa da vetrate.



3.b. I palazzi di Sampierdarena

In questo paragrafo Vi descriverò alcuni palazzi di Sampierdarena che hanno attirato la mia attenzione.

3.b.1 Palazzina Bertorello

Posta tra Lungomare Canepa e Via Sampierdarena, quasi all'incrocio di quest'ultima con Via Chiesa, sopravvive una singolare palazzina detta "Bertorello" dal nome di uno dei suoi antichi proprietari.
Costruita negli anni subito antecedenti la Prima Guerra Mondiale, in stile liberty, fu destinata a sede della Lega Navale (quando il mare ancora era a pochi passi da Via Sampierdarena, nonostante, con l'arrivo della ferrovia, si fosse già dato inizio all'irrecuperabile allontanamento graduale del borgo  dal mare).
Non a caso il tema "navale" viene ripreso nelle decorazioni esterne, ancore e gomene sulla facciata al primo piano, ed interne, rappresentazioni di cantieri navali e piroscafi sulla volta dello scalone e tanti piccoli particolari "navali" sulle balaustre interne e perfino nelle maniglie delle porte.
Perduta la vicinanza al mare e la sua funzione di sede della Lega Navale, divenne, nel secondo dopoguerra, prima sede della Cassa Mutua Portuali, poi sede della USL.
Oggi, in parte coperta da impalcature e con i piani superiori non agibili a causa del cedimento di alcuni solai, ospita al piano terreno il SERT. 



3.b.2 Palazzina del club "Fratellanza e Progresso fra Carbonai"

Sita in Via Pietro Chiesa al civico 14, questa palazzina fu progettata, in stile liberty, nel 1911 dall'Ing. Ettore Geri per divenire sede dei carbonai che all'epoca erano più di 3.000: il carbone, fonte di energia primaria all'epoca, rappresentava il 70% del volume del traffico portuale.
Nel novantesimo anniversario dalla sua costruzione, il pittore sampierdarenese Carlo Clerici affescò il salone principale con scene della vita degli scaricatori di carbone.


3.c Chiesa di Santa Maria della Cella e San Martino


Ingresso laterale della Chiesa di Santa Maria della Cella e San Martino
(foto di Antonio Figari)



3.d Le Torri di Sampierdarena

Le torri di Sampierdarena si possono dividere in due categorie: le torri che potremmo definire "pubbliche", erette lungo il litorale per proteggere l'antico borgo, e le torri "private", costruite adiacenti alle ville a protezione delle stesse (e di cui troverete le foto nel precedente paragafo dedicato alle ville di Sampierdarena).
La tradizione popolare parla di sette torri "pubbliche", ubicate lungo la costa, poste a protezione del piccolo borgo: oggi ne rimangono ancora in piedi tre: la Torre del Labirinto, la Torre dei Frati e la Torre del Canto.


3.d.1 Torre del Labirinto

Sita nel quartiere della Coscia, all'interno di un cortile, essa mantiene ancora la sua struttura originaria e l'antica bellezza, nonostante il degrado e l'abbandono a cui è sottoposta.


La torre del Labirinto nella zona della "Coscia" a Sampierdarena
(foto di Antonio Figari)


3.d.2 Torre dei Frati

Sita nei pressi dell'attuale Vico Raffetto, vi è la Torre dei Frati, così chiamata perchè posta nei possedimenti dei monaci del romitorio della Chiesa di Sant'Antonio (oggi scomparsa).
Nonostante sia parziamente inglobata in un palazzo, essa mantiene ancorala sua forma originaria e l'antico fascino.

La torre dei Frati "sbuca" tra i palazzi di Sampierdarena
(foto di Antonio Figari)



3.d.3 Torre del Canto

Sita nell'attuale Via Bombrini a Sampierdarena, essa prende il nome dal quartiere ove è ubicata, il Canto appunto, detto così perchè probabilmente la sua forma ricordava un angolo.
Completamente svuotata al suo interno perchè trasformata nel secolo scorso in un montacarichi di uno stabilimento industriale (una raffineria di zucchero di proietà Dufour), rimangono di originale solo alcune mensole di sostegno della parte terminale.

La torre del Camto tra i palazzi di Sampierdarena
(foto di Antonio Figari)
 
Particolare della torre del Canto
(foto di Antonio Figari)




* * *  


4. Cornigliano

Gustavo Dufour, Cornigliano nel 1870


La passeggiata "virtuale" a Cornigliano ha inizio da Villa Durazzo Bombrini e si conclude a Castello Raggio.
Per il momento troverete le immagini dei palazzi e delle ville di Cornigliano e alcune descrizioni degli stessi.


4.1 Villa Durazzo Bombrini

Questa è la prima villa che si incontra superato il Ponte di Cornigliano.
Edificata per volere di Giacomo Filippo II Durazzo su progetto del francese Pierre Paul de Cotte, essa si presenta come una tipica dimora aristocratica d'oltralpe, unica nel suo genere nel panorama genovese, caratterizzata da un'unico  grande corpo di fabbrica con due ali laterali simmetriche.
Entrando si nota subito il grande scalone marmoreo, primo esempio di scalone a sbalzo a Genova, che conduce al secondo piano.
Nel salone del piano terreno che si apre sui giardini sono conservate due grandi tele a soggetto biblico, opera di Francesco Solimena.
La villa viene ristrutturata ad opera dell'architetto Andrea Tagliafichi nel 1778: tra le aggiunte apportate da ricordare una splendida "coffe-house" che troneggiava nei giardini che oggi possiamo solo immaginare vedendo i rilievi eseguiti dal Gauthier.
I giardini si estendevano fino a mare: oggi purtroppo ne è rimasta solo una piccola porzione. 
La proprietà passò ai Savoia e divenne residenza estiva dello sfortunato Principe Oddone, che qui soggiornava nella speranza che il clima e la vicinanza al mare gli fossero di giovamento per le sue malattie.
La villa passa successivamente in mano ai Bombrini, all'Ansaldo (di cui Carlo Bombrini è uno dei fondatori), ed infine allo Stato che ancora oggi ne è proprietario.

 
La facciata nord di Villa Durazzo Bombrini
(foto di Antonio Figari)



Salone al piano terreno di Villa Durazzo Bombrini
(foto di Antonio Figari)



4.2 Villa Domenico Serra a Cornigliano

Sito lungo Via Cornigliano, questa villa fu edificata nel 1787 per volere di Domenico Serra, che affidò il progetto all'architetto Emanuele Andrea Tagliafichi: essa si presenta come un edificio neoclassico abbellito sulla facciata principale da due scalinate simmetriche ai lati e un ninfeo e una fontana centrali.
La villa viene comprata dal Comune di Cornigliano nel 1916 e diviene sede del Municipio; ancora oggi è di proprietà comunale e conserva intorno a sè parte dell'antico parco e all'interno i saloni con decorazioni neoclassiche.
 
Una delle logge di Villa Domenico Serra a Cornigliano
(foto di Antonio Figari)


Altra immagine di Villa Domenico Serra a Cornigliano
(foto di Antonio Figari)


 
4.3 Palazzo Spinola Canepa

Sito in Via Cornigliano al civico 17a, isolato nel verde e raggiungibile con una breve salita, questo edificio conserva ancora molti elementi originari:  all'ingresso troviamo un grande atrio con una bella volta ad ombrello terminante su peducci in pietra nera di Promontorio, presumibilmente del quindicesimo secolo; al piano superiore due vani conservano affreschi cinquecenteschi a grottesche e scene mitologiche e una serie di lunette con paesaggi e ville genovesi.  
La torre del palazzo, situata a monte dell'edificio, a seguito di eventi bellici, è solo in parte conservata.

La volta ad ombrello nell'atrio di Palazzo Spinola Canepa
(foto di Antonio Figari)

La volta di uno dei vani affrescati al primo piano di Palazzo Spinola Canepa
(foto di Antonio Figari)



 4.4 Palazzo Gentile Bickley 

Sita in Via Cervetto al civico 35, questa villa, nonostante gli intenventi ottocenteschi che ne hanno variato il volume e le proporzioni, conserva l'antica torre di avvistamento, edificata, insieme all'edificio oggi inglobato nelle più moderne strutture, per volere di Ambrogio Gentile 1549. 
All'interno troviamo splendidi affreschi di Andrea Alsaldo, databili 1625/30 con soggetto Orazio Coclite, la cui figura di eroe romano che respinge gli etruschi ha un chiaro significato celebrativo della famiglia Gentile.
Al settecento risalgono molte decorazioni nelle sale.
L'esterno, come si presenta oggi, è frutto di un intervento ottocentesco.
La villa rimane di proprietà dei Gentile fino al XX Secolo, passa quindi ad Olga Delfina Bickley e alla sua morte al Comune di Genova.
Oggi è sede della Biblioteca Civica Francesco Domenico Guerrazzi.
Una curiosità: al mezzanino è ancora conservata la splendida cucina ottocentesca, che insieme a quella di Palazzo Spinola di Pellicceria e quella di Palazzo Montanaro, è uno dei pochi esempi rimasti di tipica cucina genovese.

Palazzo Gentile Bickley
(foto di Antonio Figari)


La cucina di Palazzo Gentile Bickley
(foto di Antonio Figari)



4.5 Palazzo Spinola Narisano 

Sito in Viale Narisano al civico 4, questo edificio presenta ancora i tipici tratti di villa rinascimentale genovese con l'originario volume cubico e il grande tetto piramidale.
Il grande giardino che circondava il palazzo è oggi assai ridotto.
Superato il bel portale marmoreo cinquecentesco, l'atrio e lo scalone, si giunge al piano nobile dove due sale sono affrescate al centro con scene mitologiche raffiguranti "Il ratto di Europa" e "Apollo e Dafne" e ornate con motivi a grottesche.
Ancora presente è altresì la grande torre che svetta sopra il palazzo.     
La torre di Palazzo Spinola Narisano
(foto di Antonio Figari)



4.6 Palazzo Spinola Muratori

Sito tra Via Rizzolio, Via Cervetto e Via Grillone, questo palazzo fu edificato per volere di Paolo Spinola tra il 1559 e il 1563.
Lo Spinola affidò il progetto a Giovanni Ponzello, architetto che a Genova in quegli anni seguiva i progetti di Palazzo Baldassare Lomellini, sito in Via Garibaldi n.12 e di Palazzo Nicolò Grimaldi (Palazzo Tursi), di cui vi parlo nella pagina de i PALAZZI privati.
Non più presente purtroppo è lo scalone monumentale affescato da Andrea Ansaldo con storie di Alessandro Magno che portava al piano nobile e alla loggia che invece, anche se murata, è ancora leggibile nel lato nord del palazzo.
In facciata sono ancora presenti tracce di affreschi attribuiti ad Ottavio Semino.
Ancora esistente è la torre del palazzo che a questo era collegata tramite un lungo muro oggi non più presente.
  

La torre di  Palazzo Spinola Muratori
(foto di Antonio Figari)




4.7 Palazzo Spinola Raggi

Sito in Via dei Domenicani, questo palazzo conserva tratti cinquecenteschi nell'atrio con la scala loggiata, ora tamponata, con una bella colonna a bulbo, e all'esterno nei due pilastri che immmettevano nel grande giardino ora andato perduto.
A ponente dell'edificio vi erano le scuderie e il deposito delle carrozze oggi trasformati in appartamenti. 



4.8 Villa Carbone 

L'ingresso di quella che fu Villa Carbone
(foto di Antonio Figari)



4.9 Ville Doria Dufour

Lungo l'antica Salita di San Giacomo, la via che dal mare portava a Coronata, vi erano due ville di proprietà Doria.
I loro giardini vennero nell'Ottocento occupati dalla fabbriche Dufour.
Oggi rimangono solo i ruderi di una di esse e un terreno pressoché abbandonato.



4.10 Villa Marchese

Sita in Via San Giacomo al civico 4, questo edificio conserva ancora l'originaria struttura cinquecentesca con loggia sul lato di levante probabilmente aggiunta successivamente.

 

4.11 Villa Serra Richini

Edificata dalla famiglia Serra a fine Settecento, questa villa era circondata da uno splendido giardino all'italiana su più livelli con fontane e grottesche.
Passata in proprietà ad Alberto Richini nel XIX Secolo, il parco della villa viene ancora ampliato fin sulla sommità della collina.
Oggi, nonostante la lottizzazione che ha ridotto molto il giardino, la villa conserva ancora la struttura centrale del parco con scale scenografiche a rampe e al centro dello stesso una bel ninfeo decorato all'interno con materiali polimaterici.
La villa, in cima al giardino, è suddivisa in appartamenti.

Il giardino di Villa Serra Richini
(foto di Antonio Figari)


Il ninfeo nel giardino di Villa Serra Richini
(foto di Antonio Figari)



4.12 Villa Spinola Dufour di levante


Particolare della facciata affrescata di Villa Spinola Dufori di levante
(foto di Antonio Figari)


La bella volta ad ombrello in una delle sale di Villa Spinola Dufour di levante
(foto di Antonio Figari)


4.13
Villa Spinola Dufour di ponente


La torre di Villa Spinola Dufour di ponente
(foto di Antonio Figari)




4.14 Villa Pavese Dufour

Edificata nel XVIII secolo su preesistenti edifici, conserva ancora un lungo porticato con volte a botte aperto sul giardino e una bella cappella barocca inglobata nella struttura e preesistente alla stessa.



4.15 Castello Raggio


La mole di Castello Raggio visto da ponente
(foto di Antonio Figari)

4.16 Chiesa di San Giacomo Apostolo


I campanili della Chiesa di San Giacomo Apostolo
(foto di Antonio Figari)



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5. Sestri Ponente  

5.1 Villa De Mari Spinola detta Villa Maria







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6. Val Polcevera

6.1 Villa Imperiale, Casanova

Sita in Corso Perrone 15, questa villa fu edificata tra gli anni '60 e '80 del XVI Secolo.
Anticamente era circondata da un grande giardino che la villa dominava dall'alto. Prima di giungere all'ingresso ci si trovava davanti ad una grande peschiera conclusa da un vasto ninfeo, oggi scomparsi come del resto anche il secondo ninfeo, che si trovava dietro la villa e che era visibile già dopo aver superato il bel portale d'ingresso.
L'originaria scala conduceva alla loggia del piano nobile dove, con un ponte sospeso, si usciva e si raggiungeva un terzo ninfeo.
Primo proprietario fu, con tutta probabilità, Giovanni Spinola. La villa passò poi agli Imperiale e poco prima del 1830 ad un ricco mercante, il Casanova, il quale decise di tagliare tutti gli alberi del parco per sostituirli con una vigna.
Qui, nell'ottobre del 1799, ad una festa per lo sbarco di Napoleone al Frejus, Ugo Foscolo incontra Luigia Pallavicino, che, già sfigurata da un incidente a cavallo, diverrà la protagonista di una sua famosissima ode.
Oggi la villa, scomparsi gli affreschi e perso il parco che la circondava, conserva ancora tracce dell'antica bellezza nel suo originario volume dove ancora si leggono le logge del piano nobile, benché tamponate, negli ampi spazi interni e nei portali in pietra nera.





6.2 Villa Serra di Comago




 

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7. Val Bisagno

7.1 Villa Imperiale di Terralba



Edificata per volere di Lorenzo Cattaneo nei primi anni del Cinquecento, è un tipico esempio di villa genovese prealessiana.
Il primo illustre ospite fu il Re di Francia Luigi XII che qui soggiornò nel 1502.
Nel 1560 il corpo dell'edificio fu ampliato e furono inserite due logge laterali dandole l'aspetto che ancora oggi conserva.
Gli interni conservano lo spendido affresco di Luca Cambiaso "Il ratto delle Sabine" (che da solo vale la visita  a questa villa) e altri affreschi opera dei Calvi e di altri pittori genovesi.
Il Parco, tuttora conservato, suddiviso in terrazzamenti e con una disposizione ottocentesca all'inglese con prati e boschi, conserva uno splendido ninfeo.
La proprietà passò dapprima ai Salvago nel XVII Secolo, poi agli Imperiale (dai quali prende il nome la villa), ed infine al Comune di Genova negli anni venti del Novecento. Oggi è sede di una biblioteca e di un asilo e dunque facimente visitabile. Il parco pubblico, tuttora conservato, costituisce il polmone verde del quartiere di San Fruttuoso.













   


7.2 Villa Migone 

Sita in Via San Fruttuoso, a poca distanza da Villa Imperiale, questa villa sorge probabilmente su una preesistente casa torre costruita per volere della famiglia Spinola tra il XIII ed il XIV Secolo.
Assume l'aspetto attuale nel XV Secolo quando diviene proprietà dei Sauli. Dopo ulteriori passaggi di proprietà la villa viene acquistata da Agostino Migone nel 1792 il quale decide di apportare alcune modifiche alla struttura dell'edificio come la costruzione dello scalone, la chiusura della loggia e la sopraelevazione di un piano.
La villa è famosa perchè qui, il 25 aprile 1945, venne firmato il tratto di pace tra i lCNL Ligure e le truppe tedesche. Il fatto avvenne qui perchè nella villa all'epoca era ospitato il Cardinale  Boetto, intermediario tra le parti.



7.3 Villa Saredo, Parodi

Sita in Via Marassi al civico 6 ed edificata nel XVI Secolo, questa villa conserva al suo interno affreschi con scene allegoriche nel salone d'ingresso e lungo lo scalone che conduce al piano nobile e alla loggia. Nella cappella sono corvarti splendidi affreschi di Valerio Castello con episodi della vita della Madonna.
Oggi, privata del suo giardino, si trova inserita tra moderni palazzi che sembrano soffocarla.



7.4 Villa Centurione, Musso Piantelli 

Sita in Corso De Stefanis al civico 8, questo edificio è uno splendido esempio di villa cinquecentesca genovese. 
All'esterno si presenta con un corpo allungato che termine in due logge angolari.
Lo scalone  dal piano terreno conduce alla loggia del piano nobile che si apre sul salone splendidamente affrescato da Bernardo Castello con un affresco con episodi del primo libro dell'Eneide, salone che a sua volta è collegato con l'altra loggia.
Oggi purtroppo la villa risulta soffocata tra corso De Stefanis e la mole dello Stadio.
Nonostante questo, la sua bellezza è ancora evidnete emerita di esser visitata.
Un curiosità: si racconta di fantasmi che abiterebbero la villa.



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8. Albaro


8.1 Villa Donghi  

Essa è situata in Salita della Noce, tratta dell'antica Via romana che dal centro di Genova, dopo aver attraversato San Vincenzo e San Fruttuoso, conduceva a San Martino e ad Albaro. 
Il corpo di fabbrica più antico della villa, risalente con tutta probabilità agli inizi del XVII Seoclo, segue i canoni dell'architettura degli edifici di villeggiatura del genovesato: l'esterno si presenta di forma parallelepipeda, sormontato da un'alta copertura a quattro falde; l'interno si presenta con un ampio atrio voltato su cui si affacciano gli altri ambienti e da cui diparte il monumentale scalone marmoreo che conduce ai piani superiori.
Posta sullo spigolo nord-est e antecedente alla villa, vi è l'antica torre: a pianta quadrata, è un esempio delle tante costruzioni difensive poste sulla costa e nelle vallate, realizzate a partire dal X secolo contro i possibili attacchi da lmare.
Nel XIX Secolo al corpo di fabbrica originario venne aggiunto un altro edificio.
Nel 1891 la villa venne venduta dal Marchese Donghi al Comune di Genova.
Lo sviluppo urbanistico novecentesco privarono la villa del suo giardino e snaturarono il contesto nel quale essa era inserita.
Attualmente la stessa è in stato di abbandono.







 

8.2 Villa Cambiaso


La facciata a mare di Villa Cambiaso
(foto di Antonio Figari)


La loggia al piano nobile di Villa Cambiaso
(foto di Antonio Figari)

 
8.3 Villa Bonino


Villa Bonino
(foto di Antonio Figari)


Particolare di un portale di Villa Bonino
(foto di Antonio Figari)


8.4 Villa Franzone



 

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9. Nervi

9.1 Villa Gnecco


Edificata alla fine del XVI Secolo, questa villa si presenta come un grande corpo quadrato con ai quattro lati altrettante torri con basamento a scarpata. 
L'interno si presenta con un grande salone affrescato e uno scalone in pietra nera e colonne di marmo che conduce al piano nobile.
Il parco che anticamente la circondava si estendeva fino a mare e vi era inpiantato un magnifico aranceto voluto dal Conte Gerolamo Gnecco, famoso botanico del XVIII Secolo, aranceto che fu visitato da personaggi del calibro di Thomas Jefferson, "gentleman farmer" della Virginia e terzo presidente degli Stati Uniti d'America, il quale venne in Italia per studiare i metodi di coltivazione che avrebbe poi "esportato" nei suoi possedimenti in Virginia.
Il Conte Gnecco, oltre ai terreni di Nervi, il 13 febbraio 1741 acquistò dalla "Magnifica comunità di Camogli" anche alcuni terreni a Punta Chiappa dove, con grandi spese, riuscì a far terrazzare i terreni per inpiantarvi coltivazioni di castagni, olivi e fichi. A Punta Chiappa venne ospitato Lord George Gordon Byron che a quel luogo dedicò un componimento. 
Nel Novecento villa Gnecco di Nervi divenne un albergo e il terreno circostante venne via via lottizzato e vennero edificato numerosi condomini.
I possedimenti di Punta Chiappa invece sono tuttora di proprietà dei discendenti del conte Gerolamo Gnecco, figli dell'ultima contessa Gnecco, mia nonna Maria Vittoria.



9.2 Villa Gropallo

Costruita nella seconda metà del Settecento per volere del Marchese Francesco Gropallo, venne ristrutturata nell'Ottocento da Gaetano Gropallo il quale volle dare nuova vita al parco sostituendo aranci e ulivi con piante esotiche quali palme e altre specie non presenti nel territorio genovese.
La villa passò al comune di Genova nel 1927 ed oggi è sede della biblioteca "V. Brocchi" e della locale stazione dei Carabinieri. 



9.3 Villa Saluzzo Serra



Edificata nel XVII Secolo, questa villa fu di proprietà dei Saluzzo, dei Morando ed infine dei Serra che la cedettero all'armatore Carlo Barabino.
Acquistata dal Comune di Genova nel 1926, divenne sede della Galleria d'Arte Moderna.
Lo splendido parco, come per la vicina Villa Gropallo, fu progressivamente trasformato da aranceto e uliveto in uno splendido giardino all'inglese dove sono conservate tuttora molte specie non autoctone. Tra le tante, mi piace ricordare due maestose Jubaea Chilensis (palme cilene) alte una decina di metri che si notano anche passando in Via Capolungo.
A fianco della villa vi è una piccola cappella settecentesca.



9.4 Villa Grimaldi Fassio



Edificata nel XVI Secolo, nel Novecento passa in proprietà agli armatori Fassio Lomellini che la ristrutturano negli anni cinquanta del Novecento affindando il progetto all'architetto Luigi Carlo Daneri.
Acquistata dal Comune di Genova nel 1979, oggi ospita le Raccolte Frugone.
Nel parco della villa vi è il famoso roseto di Nervi, da poco ritornato al suo antico splendore.



9.5 Villa Luxoro


Costruita a Capolungo tra il 1901 ed il 1903 per volontà dei fratelli Luxoro, questa villa, circondata da uno splendido parco a picco sul mare, si presenta come un edificio a blocco chiuso con la parte centrale sporgente e una loggia sostenuta da colonnine sul lato destro.
Donata al Comune di Genova, dal 1951 ospita il Museo Luxoro, attualmente chiuso al pubblico, tipico esempio di abitazione ammobigliata della ricca borghesia genovese di fine ottocento. Si segnala, tra i tanti oggetti conservati nella villa, alcune splendide statuine da presepe del XVII e del XVIII Secolo.


9.6 Il Giardino Zoologico di Nervi 

Nel 1930 venne creato nei Parchi di Nervi un giardino zoologico.
Presto Ve ne racconterò la storia.

 
(...continua)

6 commenti:

  1. Che bello vedere Sampierdarena e la bellezza delle sue ville!
    Complimenti per il sito!
    Marco

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  2. grande ioda anni mi sono trasferito a savona per ragioni di cuore diciamo ma riscopro le sensazioni legate alla mia citta' con le vostre foto e la vs. narrativa complimenti (sena a le cumme a moe nu sa ascorda mai ciu)

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    1. Felice di farti rivivere belle sensazioni (e grazie per il "voi" ma sono solo uno!?!).

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  3. complimenti per l'esposizione del sito.

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