i RISSEU ed i LAGGIONI della SUPERBA

Questa pagina é dedicata a due forme d'arte diffuse a Genova: una come dire "da esterno", i "risseu", decorazione tipica di cortili, sagrati e giardini genovesi, l'altra, prevalentemente "da interno" ma non solo, i laggioni, piastrelle decorate di origine moresca.



INDICE
1. I "risseu"
2. I laggioni 
2.1 Palazzo San Giorgio 
2.2 Palazzo Pinelli in Piazza Pinelli n. 2
2.3 Palazzo di Nicolò Spinola in Via San Luca n. 14
2.4 Palazzo dei Fattinanti in Piazzetta Cambiaso n. 1
2.5 Palazzo Di Negro in Piazza della Lepre n. 9
2.6 Palazzo in Vico del Campanile delle Vigne n. 7
2.7 Palazzo di  Domenico Grillo in Piazza delle Vigne n.4 
2.8 Palazzo Nicolò Spinola di Luccoli in Via Luccoli n. 23
2.9 Palazzo in Via Luccoli n. 26
2.10 Palazzo di Lazzaro Doria (poi di Andrea Doria) in Piazza San Matteo n. 17
2.11 Palazzo Orazio e Gio. Francesco De Franceschi in Via San Lorenzo n.19
2.12 Palazzo Giustiniani (Via Giustiniani 12)
2.13 Palazzo in Via San Bernardo n. 10
2.14 Chiesa di Santa Maria di Castello
2.15 Campanile di Sant'Agostino
2.16 Museo di Sant'Agostino



1. I "risseu"

I "risseu" sono composizioni fatte di ciottoli di pietra che ornano i sagrati di molte chiese liguri, ma anche di piazze, giardini e strade.
A Genova sono rimasti pochi gli spazi urbani che ancora conservano segni di questa antica arte ligure.
Uno dei più noti e abili maestri del "risseu" fu Armando Porta, mosaicista per passione, morto alcuni anni fa, che portò il suo mestiere nel rifacimento del mosaico delle Turchine  a Palazzo Reale  o in Campo pisano, per far due esempi noti.
Da piccino ebbi la fortuna di conoscere il maestro Porta, il quale insegnava calcio ai bambini che come me studiavano dai Gesuiti a Genova.
Sono ancor più felice quindi di poterVi mostrare alcune delle sue opere e di parlare di questa antica arte con la quale, con qualche semplice colore, il blu, il bianco e alcune volte il rosso dei ciottoli, venivano ornati spazi pubblici cittadini ma anche cortili di ville e palazzi nel centro storico di Genova.
Prossimamente approfondirò questo argomento, per il momento godetevi alcune foto di due opere del maestro Porta:

Il risseu di Palazzo Reale
(foto di Antonio Figari)
Particolare del risseu di Palazzo Reale
(foto di Antonio Figari)



Il "risseu" in Campo Pisano
(foto di Antonio Figari)


Un'altra immagine del "risseu" in Campo Pisano
(foto di Antonio Figari)


La firma di Armando Porta nel risseu di Campo Pisano
(foto di Antonio Figari)




(continua...)




2. I laggioni 

I laggioni sono piastrelle decorate a rilievo che decorano gli spazi interni di alcuni palazzi del centro storico di Genova ma non solo: il campanile di Sant'Agostino, unico nel suo genere, è decorato da queste piastrelle maiolicate.
Il termine laggione deriva dalla parola araba "Al Zuleja",  parola che ha dato origine anche allo spagnolo "Azulejo" o al napoletano "Riggiola".
Essi sono silenziosi testimoni di quel "melting pot", di quella mescolanza di culture ed esperienze artistiche millenaria dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo.
E sono proprio i traffici di Genova nel Mediterraneo, in particolare con la Spagna, a far sì che questa nuova forma di arte arrivi nella nostra città.
In giro per i vicoli ci sono ancora alcuni palazzi che conservano queste splendide decorazioni di origine moresca.
Prossimamente Vi racconterò la storia e la tecnica con la quale queste splendide piastrelle sono create. Per il momento ecco dove potete trovarli in giro nei vicoli.


2.1 Palazzo San Giorgio

I laggioni in questo palazzo ricoprono le pareti dello scalone e i pavimenti e parte dei muri della Sala del Capitano del Popolo. 


I laggioni della Sala del Capitano del Popolo di Palazzo San Giorgio
(foto di Antonio Figari)

Mentre i laggioni dello scalone sono novecenteschi, la Sala del Capitano conserva molti antichi laggioni affiancati ai moderni.


I laggioni novecenteschi dello scalone di Palazzo San Giorgio
(foto di Antonio Figari)


2.2 Palazzo Pinelli in Piazza Pinelli n. 2

Palazzo Pinelli conserva spendidi laggioni nella loggia al primo piano: in alcuni di essi la decorazione ricorda i tondi fiorentini dei Della Robbia.

I laggioni di Palazzo Pinelli
(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)


Particolare dei laggioni di Palazzo Pinelli
(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)

2.3 Palazzo di Nicolò Spinola in Via San Luca n. 14

In questo palazzo sono conservati laggioni: purtroppo, nonostante sia entrato nel palazzo non sono ancora riuscito ad verificare dove essi si trovino, la loro qualità e la loro quantità.


2.4 Palazzo dei Fattinanti in Piazzetta Cambiaso n. 1

Questo palazzo, gravemente danneggiato nella Seconda Guerra Mondiale, conserva ancora l'antico portale e all'interno lo scalone e alcuni affreschi. Tra le bellezze rimaste in piedi ci sono anche alcuni laggioni conservati in cima allo scalone: pochi, in verità, ma di una grande varietà.

I laggioni conservati in Palazzo dei Fattinanti
(foto di Antonio Figari)

Particolare dei laggioni di Palazzo dei Fattinanti
(foto di Antonio Figari)



Un altro particolare dei laggioni di Palazzo dei Fattinanti
(foto di AntonioFigari)


2.5 Palazzo Di Negro in Piazza della Lepre n. 9

L'ardesia nera e i laggioni lungo lo scalone di Palazzo Di Negro
(foto di Antonio Figari)

Palazzo di Negro conserva una decorazione a laggioni lungo lo scalone fino al secondo piano.

Gli scalini neri ed i colorati laggioni alle pareti
(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


I laggioni della loggia al primo piano di Palazzo di Negro
(foto di Antonio Figari)


Particolari dei laggioni della loggia al primo piano
(foto diAntonio Figari)


Particolare dei laggioni di Palazzo di Negro
(foto di Antonio Figari)


Particolare di altri laggioni in Palazzo di Negro
(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)



2.6 Palazzo in Vico del Campanile delle Vigne n. 7

In questo palazzo sono conservati all'ingresso, subito dopo il portone,  pochi laggioni ma di molte fantasie diverse.

Particolare dei laggioni del Palazzo in Vico del Campanile delle Vigne n.7
(foto di Antonio Figari)



altri laggioni del Palazzo in Vico del Campanile delle Vigne n.7
(foto di Antonio Figari)


2.7 Palazzo di  Domenico Grillo in Piazza delle Vigne n. 4

Questo splendido palazzo, descritto nella pagina di questo blog dedicata a "i PALAZZI privati", conserva ancora alcuni laggioni lungo una parete sottoscala.




2.8 Palazzo Nicolò Spinola di Luccoli in Via Luccoli n. 23

Questo palazzo, sito in via Luccoli al civico 23, conserva alcuni laggioni incorniciati lungo lo scalone. 

I laggioni di Palazzo Nicolò Spinolaid Luccoli
(foto di Antonio Figari)
  

2.9 Palazzo in Via Luccoli n. 26

Questo è forse il palazzo dove sono conservati quantitativamente e qualitativamente i più bei laggioni della Superba.
Una volta nell'atrio di questo palazzo c'era una simpatica vecchina che vendeva cesti di vimini, mestiere che aveva ereditato da suo padre. Quando ella decise di chiudere bottega, il portone, a seguito di illecite intrusioni, venne chiuso e i laggioni rimasero fruibili solo per i condomini del palazzo. Mi ha raccontato colui che mi ha fatto entrare che, approfittando della mancanza di controllo, è accaduto che alcune delle splendide piastrelle siano state smurate e sottratte. Non rimase quindi altra scelta che tenere chiuso il portone anche di giorno: ciò purtroppo, se da una parte preserva questo tesoro, dall'altra impedisce ai passanti di godere della bellezza di queste piastrelle.

(foto di Antonio Figari)

Particolare dei laggioni al primo piano
(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)





2.10 Palazzo di Lazzaro Doria (poi di Andrea Doria) in Piazza San Matteo n. 17

Il palazzo che fu del grande ammiraglio genovese conserva alcuni splendidi laggioni.



2.11 Palazzo Orazio e Gio. Francesco De Franceschi in Via San Lorenzo n. 19 

Detto palazzo conserva queste particolari decorazioni lungo tutto lo scalone ed i piani ammezzati: è uno dei palazzi dei vicoli, insieme a quello di via Luccoli al civico 26, dove si sono conservate quantitativamente più laggioni di tutta Genova.

Le pietre nere dello scalone e i colori sgargianti dei laggioni
(foto di Antonio Figari)

I laggioni lungo lo scalone
(foto di Antonio Figari)




Particolare dei laggioni dello scalone
(foto di Antonio Figari)

Particolare dei laggioni dello scalone
(foto di Antonio Figari)



I laggioni al primo piano
(foto di Antonio Figari)


 
2.12 Palazzo Giustiniani (Via Giustiniani 12)

Questo palazzo conserva alcuni laggioni lungo lo scalone.


Particolare dei laggioni d Palazzo Giustiniani
(foto di Antonio Figari)

Altro particolare dei laggioni d Palazzo Giustiniani
(foto di Antonio Figari)





2.13 Palazzo in Via San Bernardo n. 10

Il civico 10 di Via San Bernardo conserva alcuni laggioni al primo piano. La maggior parte di essi sono ricoperti da una strato di vernice bianca; solo alcuni, come quelli in foto, sono visibili.


I laggioni al primo piano del Palazzo in VIa San Bernardo n. 10
(foto di Antonio Figari)




2.14 Chiesa di Santa Maria di Castello

In questa chiesa sono conservati, ai lati della Cappella Botto, lungo la navata laterale destra, laggioni di origine moresca sovrastati da piastrelle lisce italiane.
Le piastrelle italiane, che a differenza di quelle di origine moresca sono lisce e non a rilievo, sono in parte a soggetto astratto ed in parte raffigurano due Santi: San Giovanni Battista sul lato sinistro e San Giorgio sul lato destro. Questi due soggetti sono stati ripresi dai maestri ceramisti da due dipinti dell'epoca non più esistenti.

Laggioni moreschi provenienti da Granada in basso e piastrelle dipinte italiane nella parte alta
(foto di Antonio Figari)


Laggioni moreschi provenienti da Siviglia in basso e piastrelle dipinte italiane nella parte alta
(foto di Antonio Figari)



Altri laggioni sono conservati nella Cappella dedicata a San Biagio, che si trova alla destra della Cappella Botto, questa volta per terra e purtroppo mal conservati, anche se alcuni fortunatamente hanno resistito ai secoli e possono essere ancora ammirati in tutta la loro bellezza.

I laggioni nella Cappella dedicata a San Biagio
(foto di Antonio Figari)

Particolari dei laggioni nella Cappella dedicata a San Biagio
(foto di Antonio Figari)



2.15 Campanile di Sant'Agostino 

Il campanile di Sant'Agostino, unico nel suo genere, è decorato da piastrelle policrome lungo tutta la sua cupola: l'effetto ottico è straordinario soprattutto quando il sole colpisce dette maioliche creando una particolare luce tutto intorno.
Alcune piastrelle sono poi conservate anche lungo le facciate.

Il campanile maiolicato di Sant'Agostino
(foto di Antonio Figari)

Alcuni laggioni in facciata al campanile di Sant'Agostino
(foto di Antonio Figari)





2.16 Museo di Sant'Agostino

Il Museo di Sant'Agostino ha una sezione dedicata ai laggioni: Vi consiglio una visita per godere della meraviglia di queste antiche piastrelle.



(continua...)



© RIPRODUZIONE RISERVATA


12 commenti:

  1. Complimenti per il sito. Veramenrte interessante e correttamente documentato.
    Ti segnalo che anche davanti alla Chiesa dell'ex Monastero di Santa Chiara, a San Martino, c'è un bellissimo risseu seicentesco, con figure umane(raramente presenti nei risseu), di recente restaurato in qualche punto. Ma non è facile arrivarci.

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    1. Ciao! Grazie per le tue parole di apprezzamento e per la tua segnalazione. Conosco il risseu seicentesco delle Clarisse di San Martino con le sue scene bibliche: è uno dei più belli, insieme a quello delle Turchine ora a Palazzo Reale, presenti a Genova. Per il momento tuttavia la mia ricerca si ferma ai risseu presenti nei vicoli della Superba, ma se sforerò dal "mio" territorio sicuramente parlerò di questa splendido mosaico da te citato.

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  2. Complimenti per il sito e grazie per le segnalazioni interessanti. Se possibile darei volentieri una mano, neilimiti delle conoscenze e possibilità. Mario Chiapetto, Torino

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    1. Ciao Mario. Grazie per i complimenti. Il modo migliore di darmi una mano è segnalarmi luoghi dei vicoli di Genova poco noti da visitare ed inserir qui sul mio sito. Altro modo di darmi una mano è diffondere on line la conoscenza del mio sito. Grazie

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  3. Complimenti, bellissimo sito. Io avrei bisogno di lei. Mi hanno dato una rubrica su Casantica parlare delle scuole di ceramica in Italia. Siccome l'argomento sarebbe infinito e io ho due pagine dove devo cercare di attirare l'attenzione ma non stancare abbiamo pensato di limitare tutto alle mattonelle . Per quella di Savona e Genova ci limitiamo ai Laggioni . La pinacoteca di Savona mi fornisce alcune foto in alta risoluzione per quelle riguardanti la loro città, ma di Genova non ho nulla. Lei potrebbe inviarmi alcuni particolari o quelle che sono qui sopra visibili di palazzo Pinelli o palazzo di Negro, o s. Lorenzo.
    Basterebbero 2 o 3 foto perché non ho molto spazio . Grazie
    Anna De Vincenzo cell. 3475025651- www.artemaioliche.it

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    1. Cara Anna, La ringrazio per le Sue belle parole sul mio sito. Sarò lieto di poterLa aiutare nella Sua ricerca. Mi scriva una mail al mio indirizzo info@isegretideivicolidigenova.com.
      A presto
      Antonio

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  4. Complimenti per l'accuratezza del sito e delle informazioni,ai ragazzi della mia generazione queste cose non interessano piu' ormai

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    1. Grazie per le tue parole! Anche a molti ragazzi della mia generazione queste cose interessano poco, è un vero dispiacere!
      Per curiosità... quale è la tua generazione?

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  5. Grazie per questo viaggio artistico virtuale. Mi accorgo solo oggi di quanto è bello e caratteristico il campanile di S. Agostino!! Paola

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    1. Cara Paola, grazie a Te per le Tue parole! Eh sì... il campanile di Sant'Agostino è meraviglioso e lo è ancora di più quando il sole lo illumina dando alle sue piastrelle colori e tonalità sempre diverse!

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  6. Caro Figari
    nel corso di un recente viaggio a Pechino ho visitato il giardino di Marco Polo, così definito perché oggetto di visite da parte del Veneziano. Bene, una tipica finitura della pavimentazione a pavoni in pietre bianche su pietre nere che adorna i vialetti si chiama '' li-so'' e cioè 'pietre piccole'- Affido a chi ne sa più di me di dirmi se 'risseu' deriva da 'li so'' o viceversa. Se mi dici come inviarti le foto lo farò volentieri.
    Giordano Bruno

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  7. Bellissime immagini. Ancor piu che in Spagna gli azulejos si trovano in Portogallo. Non sapevo che Genova ne conservasse ancora degli esemplari. Grazie ancora. Maria

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