i CAMPANILI di GENOVA


(the spiers of Genoa, les flèches de Gênes, las agujas de Génova, campanários  de Génova, Шпили Генуе, ジェノヴァの尖塔, 热那亚的尖塔, وأبراج من جنوى)

I campanili hanno in sé qualcosa di magico. Lì nascevano, grazie ai campanari, melodie che scandivano gli eventi della Chiesa e della giornata degli uomini e che, sia nelle città che nelle campagne, accompagnavano la vita di tutti: il tradizionale suono dell'Angelus, per esempio, veniva e viene tuttora eseguito al calar del sole.
L'arte del campanaro purtroppo oggi a Genova è più che altro una storia da raccontare ai propri nipoti e le corde, che cadevano fino al piano terra passando da un piano all'altro del campanile tramite fori nel pavimento, sono state sostituite da computer e campane automatizzate, quasi sempre con il sistema a telebattente, che percuote la campana dall'esterno anziché con il batacchio dall'interno, unito al sistema motorizzato delle ruote per il suono a distesa.
Nonostante tutto ciò, i campanili esercitano tuttora su di me un'aura di fascino.
Nel centro storico di Genova ci sono molti campanili che non sono purtroppo accessibili al pubblico. Anche per questo forse il tutto attira ancora di più la mia curiosità: andare dove nessuno è ammesso.
Troverete in questa pagina tutti i campanili del centro storico di Genova: di alcuni, quelli che sono riuscito a scalare fino alla cima, potrete godervi anche le foto degli interni e la vista e si gode dal piano delle campane, di altri invece avrete solo foto dall'esterno, in attesa, un giorno, di arrivare in cima a tutti i campanili della Superba e poter osservare dall'alto di ognuno di essi il magnifico centro storico della mia amata città.
In questa passeggiata virtuale visiteremo anche alcuni campanili che oggi non ci sono più  ma che un tempo svettavano su Genova e di cui abbiamo disegni o antiche immagini.
Vi rimando alla pagina dedicata a le CHIESE di GENOVA per approfondire la storia delle chiese i cui campanili sono descritti in questa pagina.


INDICE

1. I Valauri o Valori Campanari
2. Il campanile di San Giovanni di Pré
3. Il campanile di San Vittore
4. Il campanile di San Carlo
5. Il campanile della Santissima Annunziata del Vastato
6. Il campanile di Santa Fede
7. Il (fu) campanile di Sant'Agnese
8. Il campanile di Nostra Signora del Carmine e Sant'Agnese
9. Il campanile di San Bartolomeo dell'Olivella
10. Il campanile della Santissima Annunciazione e della Santissima Incarnazione (detto "delle Turchine")
11. I campanili della chiesa dell'Albergo dei Poveri
12. Il campanile di San Marcellino
13. Il campanile di San Filippo
14. Il (fu) campanile di San Siro
15. Il campanile di San Luca
16. Il campanile di Santa Maria Maddalena e San Girolamo Emiliani
17. Il campanile di San Matteo
18. Il campanile di Sant'Andrea 
19. Il campanile del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea
20. La torre nolare di San Donato
21. Il campanile di San Bernardo
22. Il campanile di San Lorenzo
23. Il campanile di Santa Maria delle Vigne
24. Il campanile di San Pietro in Banchi
25. Il campanile di San Marco al Molo
26. Il campanile di San Giorgio
27. Il campanile di San Torpete
28. La torre nolare di SS. Cosma e Damiano
29. Il campanile di Santa Maria delle Grazie
30. Il campanile di Santa Maria di Castello
31. Il campanile di Santa Maria in Passione
32. Il campanile di San Silvestro
33. Il campanile di San Salvatore
34. Il campanile di Sant'Agostino
35. Il (fu) campanile di Santa Maria dei Servi
36. Il campanile di Santa Maria Assunta
37. Il (fu) campanile di Santa Maria in Via Lata
38. Il (fu) campanile di San Giacomo Maggiore
39. Il (fu) campanile di Sant'Antonio
40. Il (fu) campanile di Santa Chiara
41. Il (fu) campanile di Nostra Signora del Rimedio
42. Il campanile di Santo Stefano
43. Il (fu) campanile di Nostra Signora della Pace
44. Il campanile di Nostra Signora della Consolazione
45. Il (fu) campanile di San Vincenzo Martire
46. Il campanile di Santo Spirito (in Via San Vincenzo)
47. Il campanile della Santissima Annunziata di Portoria (più conosciuta come "Santa Caterina")
48. Il campanile di San Camillo
49. Il campanile di Santa Marta
50. Il campanile di Santissima Concezione - Padre Santo
51. Il campanile di Santa Maria Immacolata
52. Il campanile di San Bartolomeo degli Armeni
53. Il campanile di Sant'Anna 
54. Il campanile di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo
55. Il campanile di San Nicola
56. Il campanile della Madonnetta
57. Il campanile del Santuario di Nostra Signora di Loreto
58. Il campanile di N.S. della Visitazione
59. Il (fu) campanile di San Paolo (in zona Pré)
60. Il (fu) campanile di San Tommaso
61. Il campanile di Santissima Trinità e San Benedetto al Porto
62. Il campanile di San Rocco di Granarolo
63. Il campanile di San Francesco da Paola
64. Il campanile di San Vincenzo de' Paoli
65. Il (fu) campanile di San Teodoro
66. Il (fu) campanile di San Benigno
67. Il (fu) campanile di San Bartolomeo del Fossato
68. La torre nolare di San Bartolomeo Apostolo di Promontorio
69. Gli orologi dei campanili 


1. I Valauri o Valori Campanari

Prima di iniziare il nostro viaggio alla conquista dei campanili di Genova eccovi una curiosità: conoscete Vico o Piazza Valoria? Poco distanti dalla Cattedrale di San Lorenzo si trovano tra Via Canneto il Lungo e Via Giustiniani.
Da Dove deriva questa denominazione? Il Donaver, nel suo "Vie di Genova" ci spiega che "la località prese codesto nome fino dal 1550 quando il Comune fece spianare parecchie case minaccianti rovina formando la piazza attuale. Le denominazione deriva poi da certi Valauri o Valori campanari di S. Lorenzo e stipendiati dal Comune che ivi abitavano, forse in alcune case appartenenti al Duomo."
Scopriamo così che dove oggi sorge questa piccola piazza silenziosa e poco trafficata una volta vi erano le case dei campanari del Duomo di Genova che avevano per così dire casa e bottega vicine. Veniamo altresì a sapere che essi erano dipendenti pagati dal Comune  e non dal clero della Cattedrale, forse perché il loro ruolo nello scandire le ore della giornata era utile a tutta la città e non solo ai fini delle funzioni religiose. Nel 1550 le loro case vennero abbattute ma il loro ricordo rimane scritto indelebile nei secoli nel nome della piazza del vicino vicolo. 

(foto di Antonio Figari)


2. Il campanile di San Giovanni di Pré

Questo campanile romanico a base quadrata, ornato da tre ordini di trifore, simile per fattura e periodo di costruzione a quello delle Vigne e al "fu" campanile di San Siro, venne eretto insieme alla vicina chiesa a partire dal 1180, anno in cui iniziarono i lavori come ci indicata un'epigrafe alla base del campanile stesso con detta data ed il ritratto di frate Guglielmo, il fondatore della chiesa.
Risale al XIII o XIV secolo la costruzione della cuspide piramidale a base ottagonale ed ornata da quattro pinnacoli agli angoli, elemento tipico del romanico genovese. La stessa cuspide verrà seriamente danneggiata durante la guerra contro gli austriaci nel 1746. Il suo trovarsi nei pressi della Porta di San Tommaso, l'ingresso occidentale della città teatro di aspri combattimenti, fu causa di ingenti danni.
Se osservate con attenzione il campanile, potrete notare alcuni particolari elementi architettonici decorativi ossia i bacini ceramici (anche chiamati "bacini islamici"): si tratta di oggetti di ceramica come piatti, catini o ciotole, di origine araba, provenienti dall'Oriente e utilizzati su edifici religiosi e civili quali elementi decorativi. A Genova li possiamo vedere su questo campanile ed in facciata della chiesa di Santo Stefano.

I portici della Commenda e il campanile di San Giovanni di Pré
(foto di Antonio Figari)


3. Il campanile di San Vittore

Esso è l'unica parte ancora visibile dall'esterno dell'antica chiesa di San Vittore, distrutta ed inglobata nell'edificio sito tra Palazzo Reale e Via Gramsci, palazzo collegato con un pontino al Reale e dal quale, fino alla seconda metà del Novecento, partiva il Ponte Reale.
Si vede senza difficoltà affacciandosi dalla terrazza del piano nobile di Palazzo Reale o passando sulla Sopraelevata.
Altri resti della chiesa di san Vittore sono visibili all'interno di questo palazzo.

Il campanile della chiesa di San Vittore
(foto di Antonio Figari)


4. Il campanile di San Carlo

La chiesa di San Carlo, sita lungo Via Balbi, ha un piccolo campanile a vela che insiste sulla parte sinistra della navata della chiesa ed è ben visibile dai piani alti dei palazzi alle spalle della chiesa stessa.

Il campanile della chiesa di San Carlo
(foto di Antonio Figari)


5. Il campanile della Santissima Annunziata del Vastato 

Questo piccolo campanile, dove è del tutto assente la maestosità e la monumentalità che caratterizzano gli interni della cheisa della Santissima Annunziata del Vastato, fa capolino tra le case intorno alla chiesa stessa ed è ben visibile da Via Brignole de Ferrari.

Il campanile di Santissima Annunziata del Vastato visto da Via Brignole de Ferrari
(foto di Antonio Figari)


6. Il campanile di Santa Fede

Quella che anticamente era la chiesa di Santa Fede, sita all'inizio di Via Pré, subito fuori da Porta dei Vacca, oggi sede di uffici comunali, conserva ancora il suo campanile, benché lo stesso abbia perso la sua funzione.
Il campanile di Santa Fede fu costruito nel 1845 grazie alla donazione di un certo G.B. Luxardo ed è visibile da Piazza Metellino, alle spalle dell'abside della chiesa.

Il campanile di Santa Fede visto da piazza Metelino
(foto di Antonio Figari)



7. Il (fu) campanile di Sant'Agnese 

Edificata nel 1192, la chiesa di Sant'Agnese viene ricostruita alla fine del  XVI secolo.
Nel 1797 la parrocchia fu soppressa ed unita alla vicina parrocchia di Nostra Signora del Carmine che tuttora conserva nel proprio titolo anche quello di Sant'Agnese, oltre a varie opere provenienti dalla stessa.
L'antica chiesa venne infine demolita nel 1820 quando fu deciso il tracciamento di Via Polleri. 
Consultando le antiche cartine planimetriche della zona possiamo dire che essa sorgeva più o meno in corrispondenza dell'attuale civico 4 di Via Polleri il cui perimetro tocca anche Via Sant'Agnese. Antichi disegni ci mostrano il campanile della chiesa dietro la navata sinistra.

La chiesa di Sant'Agnese ed il suo campanile


8. Il campanile di Nostra Signora del Carmine e Sant'Agnese

9 dicembre 2012: quarto campanile conquistato!
E' una splendida domenica d'inverno e l'abate e parroco di questa chiesa, Don Davide Bernini, mio caro amico, con mia grande gioia, mi accompagna in questa scalata e mi conduce in cima alla torre campanaria. Ecco tutte le foto:

Il campanile di Nostra Signora del Carmine e Sant'Agnese visto da Piazza del Carmine
(foto di Antonio Figari)

Inizia la scalata...
(foto di Antonio Figari)

A metà della salita riaffiorano antiche tracce dal passato
(foto di Antonio Figari)

Quasi in cima alle scale ecco la scatola con il meccanismo dell'orologio esterno del Campanile
(foto di Antonio Figari)

Arrivati al piano delle campane ecco i fori nel pavimento da dove passavano  le corde delle campane
(foto di Antonio Figari)

Una delle campane del campanile del Carmine
(foto di Antonio Figari)

I colori delle case del Carmine che si arrampicano fino a Castelletto tra orti e giardini visti dal Campanile del Carmine
(foto di Antonio Figari)

I vicoli di Genova visti dal Campanile del Carmine: si nota, raro a vedersi, il roseo campanile di San Filippo (in secondo piano sulla destra), dietro di esso la Torre Piccamiglio e sullo sfondo, partendo da sinistra l'Assunta di Carignano, il Duomo, la collina di Sarzano e le gru del Porto
(foto di Antonio Figari)

La cupola della Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato sulla destra e sullo sfondo i Magazzini del Cotone e le gru del Porto
(foto di Antonio Figari)



Il ponente cittadino visto dal campanile del Carmine: si vedono le vetrate del Galata Museo del Mare, il Terminal Traghetti con le grandi navi da crociera e sullo sfondo il Matitone e i grattacieli del WTC
(foto di Antonio Figari)


Alzando gli occhi ci si perde in una selva di travi di antico legno
(foto di Antonio Figari


9. Il campanile di San Bartolomeo dell'Olivella

La chiesa di San Bartolomeo dell'Olivella con annesso chiostro nel quartiere del Carmine è tutto ciò che rimane di un antico monastero, fondato nel 1305 dall'Ordine Cistercense con l'aiuto ed il finanziamento del banchiere genovese Bonagiunta Valente, padre di Giovanni, il quale diventerà terzo doge della Repubblica di Genova.
Attualmente la chiesa è chiusa al pubblico e solo la benevolenza dell'Abate della Chiesa di Nostra Signora del Carmine mi ha permesso di godere di questo piccolo tesoro nascosto nei nostri vicoli.
Una porticina ed una scala esterna portano sul tetto della chiesa da dove si gode una bella vista delle facciate colorate del quartiere del Carmine e si è ad un passo dal piccolo campanile a vela della Chiesa.

La facciata di San Bartolomeo dell'Olivella nel dicembre 2012 dopo i restauri
(foto di Antonio Figari)


Il campanile a vela della Chiesa di San Bartolomeo dell'Olivella
(foto di Antonio Figari)


Le facciate colorate del quartiere del Carmine viste dal tetto della chiesa di San Bartolomeo dell'Olivella
(foto di Antonio Figari)



10. Il campanile della Santissima Annunciazione e della Santissima Incarnazione (detto "delle Turchine")

Il monastero della SS. Annunciazione e SS. Incarnazione, detto delle "turchine" per via del colore dell’abito delle monache, si trovava in Castelletto, tra Corso Carbonara e la zona di San Nicolosio.
Fondato nel 1604 dalla genovese Beata Maria Vittoria de Fornari Strata (1562 - 1617), questo monastero consisteva in due complessi attigui, separati da una strada, detti rispettivamente “Turchine di sopra” e “Turchine di Sotto”. 
Oggi a ricordarci questo antico luogo rimangono i nomi di due vie (Salita dell’Incarnazione e Salita delle Monache Turchine) e l’antico risseu che adornava il cortile interno del complesso delle Turchine di sotto, oggi ricostruito e posizionato nel cortile di Palazzo Reale.
L'acquarello di Domenico Pasquale Cambiaso qui di seguito ci mostra come si presentava nell'ottocento il convento delle Turchine. La grande torre che svetta sul complesso monasteriale era con ogni probabilità il campanile.



11. I campanili della chiesa dell'Albergo dei Poveri

All'incrocio dei bracci della chiesa dell'Albergo dei Poveri, ai quattro angoli della cupola, si ergono altrettanti campanili di modesta altezza e con ampie aperture che ricordano quelli, di tutt'altre dimensioni, della Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano. 



12. Il campanile di San Marcellino

La piccola chiesa di San Marcellino, incastonata tra Sottoripa e Via del Campo, ha un alto campanile che sembra cercare la luce tra gli stretti vicoli che la circondano e, come potete vedere in foto, sembra riuscirci.

Il campanile di San Marcellino
(foto di Antonio Figari)


13. Il campanile di San Filippo

La chiesa dei Filippini in Via Lomellini ha un campanile che si staglia tra i palazzi circostanti. 
Impossibile, o quasi, vederlo dalla strada, lo si può osservare bene invece se ci si posiziona ai piani alti dei vicini palazzi.

Il campanile di San Filippo visto da Palazzo Ponzone in Via Bensa al civico 2
(foto di Antonio Figari)


14. Il (fu) campanile di San Siro

Il campanile della chiesa di San Siro era per epoca e dimensioni simile a quelli delle Vigne e di San Giovanni di Pré.
Dico "era" perché esso venne abbattuto nel 1904 a causa delle grosse crepe che correvano lungo le sue mura di sostegno.
Le cronache dell'epoca raccontano che gli abitanti delle case circostanti, allarmati da queste crepe e dal pericolo che il campanile rovinasse sulle loro case, anche sulla scorta di quanto successo a Venezia due anni prima quando il campanile di San Marco crollò rovinosamente, fecero ricorso alla Prefettura che ne ordinò il puntellamento provvisorio, primo passo per la futura demolizione.
Purtroppo, a differenza di altri campanili, come per esempio quello di San Marco di Venezia che, crollato su se stesso nel 1902, venne ricostruito negli anni seguenti, il campanile di San Siro non venne più rialzato.
Rimane in piedi solo la parte più bassa di quella che fu una delle più antiche ed ammirate torri campanarie della Superba, saldamente imbragata con una struttura di ferro alle mura perimetrali della chiesa di San Siro, e ne è visibile porzione della parte sommitale alzando lo sguardo in Vico delle Fasciuole, il vicolo che corre  lungo la navata destra della chiesa stessa. Purtroppo invece la base della torre campanaria insiste su un cortile privato e quindi non è visibile.
Infilandosi invece nel cortile privato, alla base della torre campanaria, si nota bene una lunga e profonda spaccatura, una delle crepe che portò alla triste ma necessaria decisione di abbattere il campanile.
Da Spianata Castelletto, osservando la cupola di San Siro, si nota sulla sinistra un tetto piano: è la cima di ciò che rimane del campanile romanico. Su di esso vi è una piccola costruzione che non è altro che un piccolo campanile a vela.
Le campane dell'antica torre campanaria sono ancora conservate in un vano attiguo alla base del campanile e si possono osservare da vicino dirigendosi dietro l'altar maggiore.  

In questa cartolina delle Edizioni Brogi di Firenze dal titolo "Genova - Panorama dal Castelletto, compare nel mezzo della foto campanile di San Siro


Il campanile di San Siro in una vecchia immagine prima di venire abbattuto nel 1904  a causa delle grosse crepe: come si vede la pendenza verso sud è molto evidente.



Ecco ciò che si riesce a vedere della torre campanaria da Vico delle Fasciuole
(foto di Antonio Figari)


Particola della struttura di ferro intorno alla torre campanaria
(foto di Antonio Figari)



Resti della torre campanaria di San Siro
(foto di Antonio Figari)
   

La cupola di San Siro e sulla sinistra il tetto piano di ciò che rimane del campanile
(foto di Antonio Figari)


Le campane della chiesa di San Siro
(foto di Antonio Figari)


15. Il campanile di San Luca

Il piccolo campanile di San Luca, stretto tra l'abside della chiesa stessa e il vicino palazzo, non è visibile dalla strada.

L'unico modo di vederlo è affacciarsi dai vicini palazzi.
La foto che trovate qui di seguito è stata scattata dal secondo piano nobile di Palazzo Gio Battista Grimaldi, descritto nella pagina de  i PALAZZI privati (seconda parte).


Il campanile di San Luca visto dal piano nobile di Palazzo Gio Battista Grimaldi
(foto di Antonio Figari)


16. Il campanile di Santa Maria Maddalena e San Girolamo Emiliani

Il piccolo campanile di questa chiesa è visibile scendendo da Via Garibaldi in Vico dietro il Coro della Maddalena o dai piani alti dei palazzi vicini. Il punto più panoramico da dove osservarlo è Spianata Castelletto. 

Il campanile di Santa Maria Maddalena visto da Spianata Castelletto
(foto di Antonio Figari)

Il campanile di Santa Maria Maddalena visto da Via Garibaldi
(foto di Antonio Figari)


17. Il campanile di San Matteo

Il campanile della chiesa di san Matteo è difficilmente visibile dal piano strada. Esso infatti, posto sulla sinsitra della chiesa, è addossato al Palazzo di Branca Doria.
E' facilmente visibile dai piani alti dei palazzi che circondano la chiesa.

La cupola e sulla sinistra il piccolo campanile della Chiesa di San Matteo
(foto di Antonio Figari)


18. Il campanile di Sant'Andrea 

Nello spazio oggi occupato dall'edificio della Banca d'Italia, prima degli sbancamenti di fine '800 che porteranno alla nascita di Via Dante, sulla collina detta del Brolio, sorgeva l'antico monastero intitolato a Sant'Andrea. Varcata la soglia di Porta Soprana, da quello che ancora oggi è chiamato "Piano di Sant'Andrea", partiva una salita che portava in questo complesso religioso risalente al XII secolo. Appartenuto in origine alle Monache Benedettine, passa nel XVI secolo alle Monache Agostiniane che qui risiederanno fino alla soppressioni del 1798. Il complesso verrà convertito in carcere nel 1817 e tale rimarrà fino alla sua demolizione nel 1904. 
Antiche immagini, come quella qui di seguito, ci mostrano il suo campanile che svettava sul complesso religioso.




19. Il campanile del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea

Prima che venisse costruito, nel 1924, addossato alla chiesa stessa, il Palazzo della Navigazione Generale Italiana, oggi sede della Regione Liguria, il Gesù aveva un campanile più basso di quello attuale e simile per forma e dimensione ad altri campanili seicenteschi presenti nei vicoli della Superba (il campanile di San Salvatore in Piazza Sarzano, per esempio): di forma quadrata, era sormontato da una piccola cupola con ai lati quattro piccoli pilastrini.
Dopo la sistemazione di Piazza De ferrari a seguito dell'edificazione del Palazzo della Navigazione Generale Italiana, si decise di costruire una nuovo campanile più alto che svettasse sopra il nuovo palazzo: se confrontate il vecchio ed il nuovo campanile, tenendo come base di riferimento la cupola del Gesù, noterete che quest'ultimo, a differenza del precedente, svetta sopra la cupola stessa.
Il nuovo campanile fu costruito nel 1928: sopra le campane, appena sotto la cupoletta, è posizionato, come in molte altre chiese genovesi ed italiane, un orologio della ditta Trebino di Uscio, famosa in tutto il mondo per i suoi orologi sulle torri campanarie.

Il vecchio campanile del Gesù e Piazza De Ferrari prima che venisse costruito il Palazzo della Navigazione Generale Italiana

Il campanile del Gesù
(foto di Antonio Figari)


20. La torre nolare di San Donato

13 maggio 2015: settimo campanile conquistato, o meglio, torre nolare.
Risalente alla metà del secolo XI, la torre nolare della chiesa di San Donato svetta sulla zona delle Erbe. Parliamo di torre nolare e non di campanile poiché la struttura è incorporata nell'edificio sottostante e non  ha una base separata da esso. La torre nolare di San Donato infatti è eretta sul tiburio della chiesa stessa.
Essa non è l'unica torre nolare presente a Genova: troviamo altri esempi nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano, in San Bartolomeo del Promontorio e nel complesso monastico di San Fruttuoso sul Monte di Portofino.
Oltre a questi esempi ancora oggi presenti, anche la chiesa di San Marco al Molo aveva una torre nolare che fu abbattuta nel XVIII secolo poiché pericolante.
Come le altre torri nolari appena citate, anche quella di San Donato ha una forma molto particolare, quella ottagonale: sette sono i giorni della Creazione secondo la Genesi, sette i giorni della settimana e l'ottavo è l'eternità; eternità e salvezza nella resurrezione di Gesù: come dice Sant'Ambrogio "ai popoli venne concessa la vera salvezza quando, all'alba dell'ottavo giorno, Cristo risorse dalla morte"; un numero e una forma che dunque hanno un significato profondo nella cristianità.
La torre nolare di San Donato è decorata con fregi a dente di sega e un triplo ordine di bifore e trifore, il terzo dei quali aggiunto dall'architetto Alfredo D'Andrade durante i lavori di restauro che egli diresse alla fine del diciannovesimo secolo.
L'interno della torre è suddiviso in due piani: quello superiore custodisce le campane, la più antica delle quali reca la data 1444.
La torre nolare di San Donato fu muta testimone nel 1650 delle vicende del nobile Stefano Raggi, discendente di quello Stefano Raggi che, nel Cinquecento, commissionò al fiammingo Joos van Cleve, per la sua cappella di famiglia, lo splendido Trittico dell'Adorazione dei Magi, ancora oggi conservato in San Donato. Stefano Raggi che visse nel XVII secolo, a differenza del suo pio antenato, era un uomo iracondo e facile all'ira. Una volta, per sfuggire alla Pubblica Autorità, si rifugiò nella torre nolare di San Donato e da lassù iniziò a prendere ad archibugiate chiunque provasse ad avvicinarsi. Come andò a finire? Trovate la storia completa di questo scelletato genovese alla pagina dedicata a i FANTASMI di GENOVA.

La torre nolare ottagonale di San Donato
(foto di Antonio Figari)


La ripida scala che porta alla torre nolare di San Donato
(foto di Antonio Figari)


Il primo piano della torre nolare di San Donato
(foto di Antonio Figari)


Sulla scala che porta al piano delle campane della torre nolare di San Donato
(foto di Antonio Figari)



Sotto le campane della torre nolare di San Donato
(foto di Antonio Figari)


Le campane della torre nolare di San Donato
(foto di Antonio Figari)


I vicoli visti dal piano delle campane della torre nolare di San Donato
(foto di Antonio Figari)



21. Il campanile di San Bernardo

La Chiesa e il complesso conventuale di San Bernardo si trovavano nell'omonima via; per capire dove fossero diciamo che due dei suoi lati insistevano sulla detta Via e su Vico Vegetti. Di questo complesso quasi nulla rimane se non qualche frammento all'interno di edifici 
(vi rimando alla pagina de le CHIESE di GENOVA per approfondire la storia della chiesa di  San Bernardo).
Un elemento esterno tuttavia è tuttora presente: il campanile. Esso ha perso la sua antica funzione ma non la sua inconfondibile forma che svetta tra i vicini palazzi. Esso non è visibile alzando gli occhi da Piazza San Bernardo o zone limitrofe a meno che non saliate ai piani alti dei palazzi che lo circondano o, come me, su qualche palazzo che volge lo sguardo su questa zona. Salendo sulla cima di Torre Maruffo si ha una visuale bellissima su questa parte di Genova (come Vi documento nel paragrafo dedicato alla stessa nella pagina de le TORRI di GENOVA) e tra le tante meraviglie che compaiono sotto gli occhi c'è anche quello che fu l'antico campanile di San Bernardo.

Il campanile di San Bernardo, in primo piano al centro della foto, e dietro la Facoltà di Architettura e il campanile di San Silvestro
(foto di Antonio Figari)


22. Il campanile di San Lorenzo

5 maggio: il giorno in cui tanti anni fa feci la Prima Comunione ed il giorno in cui nel 2012 ho "conquistato" la vetta del mio secondo campanile, quello di San Lorenzo. 
L'occasione è arrivata grazie ad una visita organizzata dal Museo Diocesano ai tetti della Cattedrale ed alla Loggia Rinascimentale che si trova in cima alla torre più bassa, quella che non fu completata, secondo la tradizione, a causa della mancanza di denaro (si prega di evitare battute sull'attaccamento di noi genovesi alla vil pecunia).
Entrati in Cattedrale, ai piedi della torre campanaria si apre un piccolo portoncino, superato il quale inizia una lunghissima scala a chiocciola.
A metà scala, aprendo una porticina ci si trova in mezzo alla Cattedrale, all'altezza dei finti matronei, proprio sotto il rosone, e si gode di una vista interna fantastica: è questa la Tribuna del Doge, così chiamata perchè da qui i dogi seguivano la Messa.
Ricominciando la salita, si arriva ad un bivio: una piccola deviazione porta  in una grossa stanza che durante l'ultimo conflitto mondiale ospitava i canonici della Cattedrale, chiamata Sala dei Seminaristi, mentre se si prosegue sulla scala si arriva alle campane.
Dalla Sala dei Seminaristi, dal soffitto del quale pendono ancora le corde con le quali si facevano suonare le campane, si esce sul tetto e si raggiunge la loggia rinascimentale.
Da qui si può camminare lungo il tetto ed osservare dall'alto Genova ed il centro storico.
Tornando alla scala a chiocciola, se si sale ancora di due piani si arriva in un luogo purtroppo chiuso al pubblico: il campanile della Cattedrale.
Lo spettacolo è straordinario: una selva di travi di legno che sorreggono le campane e poi tutta Genova ai tuoi piedi. 
Chissà se un giorno questo spettacolo potrà esser goduto da tutti i Genovesi ed i foresti, come avviene in molte altre città italiane ed europee, dove i campanili sono visitabili e godibili in tutta la loro bellezza. 

Il campanile di San Lorenzo visto da Piazza San Lorenzo
(foto di Antonio Figari)


Il campanile di San Lorenzo visto dalla cima di Torre Maruffo
(foto di Antonio Figari)


Il campanile di San Lorenzo visto da Piazza San Lorenzo
(foto di Antonio Figari)



(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


I tetti dei palazzi di Piazza San Lorenzo, il campanile di San Giorgio in secondo piano e sullo sfondo il porto e la Lanterna
(foto di Antonio Figari)

Dalla cima del tetto del Duomo la medievale Torre Maruffo sembra vicinissima
(foto di Antonio Figari)



Una delle campane di San Lorenzo
(foto di Antonio Figari)

La selva di travi del campanile di San  Lorenzo
(foto di Antonio Figari)

Una Bifora e poi..tutta Genova ai miei piedi
(foto di Antonio Figari)












Le campane del campanile di San  Lorenzo viste dall'alto
(foto di Antonio Figari)


Il campanile di San Lorenzo visto da Sant'Agostino, sulla sinistra la Torre Maruffo e sullo sfondo Castelletto
(foto di Antonio Figari)




23. Il campanile di Santa Maria delle Vigne

29 febbraio 2012 (sarà che è un giorno speciale!), fatidica data in cui son riuscito a salire fino in cima al campanile delle Vigne, mio primo campanile di Genova conquistato. Era il terzo giorno che andavo a chiedere se potevo salire e con grande gioia il mio desiderio è stato esaudito.
Primo turista a salire fino alle campane, dopo più di vent'anni, lassù dove solo il campanaro è ammesso.
La "scalata" è lunga, ripidi e stretti scalini e poi all'ultimo, una scaletta e una botola da aprire per arrivare in cima in mezzo alle campane.
Nella discesa poi una porticina sulle scale mi ha condotto all'organo.
Ecco tutte le foto: 
 


Il campanile delle Vigne
(foto di Antonio Figari)


Il campanile visto dal chiostro delle Vigne
(foto d Antonio Figari)



Inizia la scalata....seguitemi!
(foto di Antonio Figari)


La scalata continua aprendo una porticina
(foto di Antonio Figari)


Una pietra rotonda bucata in mezzo: ecco dove passavano le corde delle campane
(foto di Antonio Figari)



... e i gradini diventano sempre più stretti e ripidi
(foto di Antonio Figari)


Siamo all'altezza dei tetti dei vicini palazzi...
(foto di Antonio Figari)


...e appare la Torre Grimaldina dietro la cupola
(foto di Antonio Figari)


Ultimo scoglio prima di giungere alle campane: una scaletta in legno che, dopo aver aperto una botola in ferro, conduce alle campane
(foto di Antonio Figari)


L'interno della cupola
(foto di Antonio Figari)


Le campane e i loro motori
(foto di Antonio Figari)


Le campane viste dal basso
(foto di Antonio Figari)


La campana che è suonata alle 11:30 mentre ero lassù!
(foto di Antonio Figari)


L'interno della campana
(foto di Antonio Figari)


Ecco le facciate dipinte dei palazzi di Piazza delle Vigne, sullo sfondo le gru del porto...
(foto di Antonio Figari)

 
...e la cupola delle Vigne vista dal campanile
(foto di Antonio Figari)



Lo stretto passaggio che porta all'organo
(foto di Antonio Figari)


Le canne dell'organo
(foto di Antonio Figari)



Il campanile delle Vigne visto da Spianata Castelletto
(foto di Antonio Figari)



24. Il campanile di San Pietro in Banchi

6 gennaio 2018: decimo campanile conquistato!
Eccovi le foto: 

Il campanile di San Pietro in Banchi
(foto di Antonio Figari)


Il campanile di San Pietro in Banchi in posa come un soldatino stretto tra i vicoli
(foto di Antonio Figari)



















 25. Il campanile di San Marco

La chiesa romanica di San Marco aveva una torre nolare: si parla di torre nolare e non di campanile, come già Vi ho raccontato parlando di San Donato, poiché in questo caso la struttura è incorporata nell'edificio sottostante e non ha una base separata da esso. La torre nolare di San Marco infatti era eretta sul tiburio della chiesa stessa. 
Questa antica torre fu demolita nel 1783 perché pericolante e venne sostituita dall'attuale campanile.
I restauri postbellici hanno riportato alla luce la base dell'antica torre nolare.

Il campanile di San Marco visto da fuori le mura che circondavano l'odierno quartiere del Molo
(foto di Antonio Figari)


26. Il campanile di San Giorgio

Il campanile di San Giorgio nasce sulle fondamenta di un'antica torre, quella degli Alberici, descritta alla pagina dedicata a le TORRI di GENOVA. Vi rimando lì per approfondire la storia di questo campanile e per vedere altre foto. 


Il campanile di San Giorgio visto da piazza Cattaneo
(foto di Antonio Figari)



27. Il campanile di San Torpete

Piccolo, poco svettante, queste campanile è visibile dai vicoli che circondano la chiesa.


Il campanile di San Torpete
(foto di Antonio Figari)



28. La torre nolare di SS. Cosma e Damiano

Questa torre nolare, che si erge sopra l'omonima chiesa, è difficile da vedere dai vicoli sottostanti e così è arduo, come potete vedere qui sotto, riuscire a catturarla in foto.
L'unico modo per vederla bene è quello di osservarla dai vicini palazzi o dalla canonica.
Ed è proprio dalla canonica, da quello che fu l'appartamento del parroco, oggi affittato, che si accede, tramite una piccola scala, al campanile. Un giorno, mi è stato promesso, mi apriranno le porte e potrò salire lassù. Quando capiterà Vi posterò qui le foto.

Antica immagine della Torre Nolare di SS. Cosma e Damiano

La Torre Nolare di SS. Cosma e Damiano vista da vico dietro il coro di San Cosimo
(foto di Antonio Figari)


Particolare della volta in cui si notano le corde delle campane che si tiravano dall'altare maggiore
(foto di Antonio Figari)



29. Il campanile di Santa Maria delle Grazie


Il campanile di Santa Maria delle Grazie quasi invisibile alla vista  poiché divenuto parte di un palazzo
(foto di Antonio Figari)


30. Il campanile di Santa Maria di Castello

28 maggio 2012: terzo campanile conquistato!
Questa volta son riuscito a salire in cima al campanile di Santa Maria di Castello grazie ad Enrico, uno dei volontari che ogni giorno accompagna i visitatori alla scoperta di Santa Maria di Castello, il quale ha voluto esaudire il mio desiderio.
La salita comincia dietro all'altare, sulla sinistra si apre una porticina e inizia la scalata: ripidi scalini per giungere lassù e poter vedere la Superba ed il porto da uno dei punti più alti del centro storico di Genova.

Il campanile di Santa Maria di Castello
(foto di Antonio Figari)


Inizia la ripida salita
(foto di Antonio Figari)


Gli ingranaggi che sostituiscono il lavoro dei campanari
(foto di Antonio Figari)


Una delle centenarie campane
(foto di Antonio Figari)


Santa Maria in Passione ed i suoi resti, il campanile di San Silvestro e dietro ancora la il campanile della Basilica di Carignano
(foto di Antonio Figari)



A due passi dal campanile la Torre degli Embriaci
(foto di Antonio Figari)


La stessa foto dal campanile fatta nel 1901
(foto di Antonio Figari)


Il Porto Antico con il Bigo e l'acquario
(foto di Antonio Figari)


Le gru del Porto di Genova
(foto di Antonio Figari)



31. Il campanile di Santa Maria in Passione

Il campanile di Santa Maria in Passione
(foto di Antonio Figari)
 

32. Il campanile di San Silvestro

4 novembre 2014: sesto campanile conquistato.
Una piccola porta all'angolo del chiostro, una scala, un cancelleto chiuso con un lucchetto, un altro paio di scalini e finalmente si giunge al piano delle bifore dal quale già si gode una vista spettacolare parzialmente limitata però dai tetti della parte moderna della Facoltà di Architettura.
E' invece arrivando al piano dove una volta vi erano le campane che la vista diventa meravigliosa: da una parte la Basilica di Carignano e i grattacieli di Piazza Dante, dall'altra il complesso di Sant'Agostino (è questo forse il punto migliore e più vicino per osservarlo nella sua interezza) e poi i resti di Santa Maria in Passione e la collina di Castello, San Donato con il suo inconfondibile campanile, il Duomo, il Palazzo Ducale e poi tutta la città che si arrampica verso i monti... insomma, come sempre quando giungo in cima ad un campanile, tutto vorrei fare tranne scendere da lassù.   
Prossimamente caricherò tutte le foto della città vista dalla cima del campanile di San Silvestro, vedrete che meraviglia!

Il campanile di San Silvestro visto da stradone di Sant'Agostino
(foto di Antonio Figari)


Il campanile di San Silvestro visto dal chiostro
(foto di Antonio Figari)
 


33. Il campanile di San Salvatore

Il campanile di San Salvatore
(foto di Antonio Figari)



34. Il campanile di Sant'Agostino 

13 marzo 2014: quinto campanile conquistato.
Inconfondibile per la sua cuspide e le sue quattro guglie interamente maiolicate che gli conferiscono colori e riflessi sempre diversi ad ogni ora del giorno, il campanile di Sant'Agostino è purtroppo interdetto al pubblico.
Solo in eventi particolari o, come nel mio caso, con uno speciale permesso, si può arrivare lassù e godersi lo spettacolo dei vicoli dall'alto che, come potete immaginare, lascia senza fiato: le facciate di Piazza Sarzano, le cupole della Basilica di Carignano, il chiostro triangolare di Sant'Agostino, poi giù verso mare San Salvatore, la Casa del Vescovo, San Silvestro, Santa Maria in Passione, l'apice del campanile di Santa Maria di Castello, la Torre degli Embriaci, il porto, la distesa dei tetti di ardesia dei vicoli, la mole della Cattedrale, ed infine le colline con i loro moderni quartieri residenziali.
Insomma, come sempre quando arrivo in cima ad un campanile, tutto vorrei fare tranne che scendere di lì!

Il campanile di Sant'Agostino e la sua inconfondibile decorazione con piatrelle policrome
(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


Particolare del campanile con alcune piastrelle policrome
(foto di Antonio Figari)


Il campanile visto dal chiostro triangolare di Sant'Agostino
(foto di Antonio Figari)


Le scale che portano al campanile
(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)



(foto di Antonio Figari)


La cupola vista dall'interno
(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)

(foto di Antonio Figari)


(foto di Antonio Figari)


35. Il (fu) campanile di Santa Maria dei Servi





36. Il campanile di Santa Maria Assunta

La basilica di Carignano, secondo il progetto di Galeazzo Alessi, avrebbe dovuto avere quattro campanili di ugual misura e grandezza ai quattro angoli dell'edificio così da sottolineare la cupola quale elemento centrale dell'edificio, a pianta centrale, che non avrebbe avuto un punto di vista principale ma facciate perfettamente uguali.
Vennero realizzati invece solo i due che insistono sul prospetto rivolto verso il centro storico che si presentano con un rivestimento in pietra di finale.
Leggenda popolare racconta che, quando Domenico Sauli nel 1737 fece realizzare il concerto di campane, gettò nel crogiolo durante la fusione alcuni sacchi di monete d'argento che fondendosi con gli altri metalli avrebbero dato alle campane un suono più armonioso. Il tutto, come immaginerete, non è sorretto da alcuna prova reale ma resta il fatto che la famiglia Sauli, per l'edificazione di questa chiesa, abbia utilizzato moltissimi sacchi del prezioso metallo.


37. Il (fu) campanile di Santa Maria in Via Lata

Questo campanile, che si nota nelle antiche stampe, fu demolito nel 1859, l'anno successivo alla sconsacrazione di questa chiesa e la sua trasformazione in fabbrica di mobili.
Oggi rimane visibile, affacciandosi da un giardino che confina con il lato destra della chiesa, la base quadrata che non fu oggetto di demolizione.


38. Il (fu) campanile di San Giacomo Maggiore

La chiesa di San Giacomo fu edificata su un piccolo colle nella zona di Carignano nel 1154  per volere di Ansaldo Spinola che la volle quale chiesa gentilizia per la sua famiglia. Chiusa nel 1890 perché inagibile, fu venduta al Comune e demolita nel 1905 per far posto al Poggio della Giovane Italia.
Antiche immagine ci restituiscono questo pezzo di Genova scomparsa dove possiamo notare, accanto alla chiesa, il grande campanile.

Antica immagine di J. Neer del 1904 della Chiesa di San Giacomo Maggiore



39. Il (fu) campanile di Sant'Antonio

All'estremità sud dell'odierna Via delle Cappuccine, vi era il Monastero di Sant'Antonio, demolito nel 1861 per far posto  al nascente Ospedale di Sant'Andrea (comunemente chiamato "Galliera"). 
Un acquarello a seppia di Domenico Pasquale Cambiaso ci mostra questo antico edificio di culto con annesso campanile.

Domenico Pasquale Cambiaso - "Chiesa di S. Antonio sulle Mura di S. Chiara, già Convento delle Cappuccine ora distrutta".


40. Il (fu) campanile di Santa Chiara

In un terreno compreso tra le odierne Via Silvio Pellico, Mura di Santa Chiara, Via Corsica e Via Ilva, sorgeva un tempo il monastero di Santa Chiara.
Nel secondo dopoguerra, i resti di questa antica struttura monastica  scomparvero con lo spianamento di Via Silvio Pellico ed oggi purtroppo nulla rimane di questo monastero se non la memoria nel nome della via (Mura di Santa Chiara) e qualche antica immagine come quella che trovate qui di seguito nella quale, se osservate con attenzione, potrete scorgere anche il campanile della chiesa.



41. Il (fu) campanile di Nostra Signora del Rimedio

Lungo l'antica Via Giulia, tra la Porta di Santo Stefano e Piazza San Domenico, fino al calare del XIX secolo e la nascita di Via XX Settembre, avreste "incontrato" lungo la strada la chiesa di Nostra Signora del Rimedio, di cui avete qui di seguito un'antica immagine.  La chiesa fu demolita e venne ricostruita in Piazza alimonia dove ancora oggi potere ammirarla.



42. Il campanile di Santo Stefano

18 febbraio 2017: nono campanile conquistato.
Il campanile della chiesa di Santo Stefano risale al XIV secolo così come la vicina cupola ottagonale che sovrasta il presbiterio sopraelevato.
La base del campanile è antecente all'erezione dello stesso e aveva in principio funzione di torre di difesa. 
Una porticina sul lato sinistro dell'altar maggiore immette nel ventre vuoto della torre campanaria. Una polverosa scala di pietra scura si arrampica ripida lungo i quattro lati della torre fino al piano sotto il campanile (una stanza vuota con quattro grosse finestre monofore).
Da lì, con una scala di ferro, si arriva finalmente al campanile vero e proprio. 
Il concerto è formato da otto campane in scala di RE: la più antica, fusa dalla ditta Castello-Bozzoli di Genova nel 1864, è anche la più pesante tra tutte con la sua stazza di 1200 kg.
Sotto le campane è ancora presente una tastiera in legno collegata alle otto campane con catenelle di ferro, battendo sulla quale si possono far suonare le campane.
Da lassù si gode una splendia vista che spazia da Via XX Settembre fino ad abracciare tutta la parte occidentale della città.
Ecco le immagini e un video di questo campanile:

Il campanile di Santo Stefano
(foto di Antonio Figari)


l'interno cavo del campanile di Santo Stefano
(foto di Antonio Figari)


Il piano delle campane
(foto di Antonio Figari)


Il piano delle campane
(foto di Antonio Figari)


Le campane del campanile di Santo Stefano
(foto di Antonio Figari)






Genova vista dal campanile di Santo Stefano
(foto di Antonio Figari)


Il ponente cittadino visto dal campanile di Santo Stefano: in primo piano il Palazzo
dell'Eridania, in secondo piano i grattacieli della Sip e Corte Lambruschini, sullo sfondo il Monte Fasce
(foto di Antonio Figari)


Il centro città visto dal campanile di Santo Stefano: in primo piano i palazzi di Via XX Settembre e sullo sfondo le cupole del Palazzo delle Borsa
(foto di Antonio Figari)


Genova vista dal campanile di Santo Stefano: in primo piano Corso Andrea Podestà
(foto di Antonio Figari)


 
43. Il (fu) campanile di Nostra Signora della Pace

Il primo documento che parla di questa chiesa risale al 1132. La stessa, ricostruita in forme più ampie nel XVII secolo, rimarrà in piedi fino al tracciamento di Via XX Settembre che segnerà la sua fine. Oggi solo il nome di una via ci ricorda il luogo in cui sorgeva questo complesso religioso. 
Osservando l'immagine sottostante, potete notare fare capolino il campanile che ha seguito il triste destino della chiesa e di cui oggi nulla rimane.

La Chiesa ed il convento di Santa Maria della Pace in un'immagine del 1890 circa


44. Il campanile di Nostra Signora della Consolazione

(...continua)


 45. Il (fu) campanile di San Vincenzo Martire

Quello che oggi è il palazzo al civico 68 di Via San Vincenzo nasconde in sé una storia molto più antica da quanto possa sembrare limitandosi ad osservare la sua moderna facciata ottocentesca dalle forme neoclassiche. Qui infatti sorgeva un tempo la chiesa che dà ancora oggi il nome alla via e al quartiere ossia quella intitolata a San Vincenzo Martire  (vi rimando alla pagina de le CHIESE di GENOVA per approfondire la sua storia).
Osservando l'antico disegno qui sopra, potete notare due campanili: quello dietro con la vicina cupola appartiene alla chiesa di N.S. della Consolazione e ancora oggi fa bella mostra di sé mentre quello davanti è il campanile della chiesa di San Vincenzo. Mentre l'edifico che ospitava la chiesa è ancora oggi in piedi e mantiene nelle sue forme il perimetro dell'antica chiesa, il campanile non è più presente. 



46. Il campanile di Santo Spirito

(...continua)


47. Il Campanile della Santissima Annunziata di Portoria (più conosciuta come "Santa Caterina")


Il campanile di Santa Caterina
(foto di Antonio Figari)



48. Il campanile di San Camillo

Il campanile di San Camillo
(foto di Antonio Figari)



49. Il campanile di Santa Marta

Il campanile di Santa Marta
(foto di Antonio Figari)



50. Il campanile di Santissima Concezione - Padre Santo

(...continua)
 

51. Il campanile di Santa Maria Immacolata

(...continua)


52. Il campanile di San Bartolomeo degli Armeni

(...continua)


53. Il campanile di Sant'Anna 

(...continua)


54. Il campanile di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo

(...continua)


55. Il campanile di San Nicola

(...continua)


56. Il campanile della Madonnetta

(...continua)


57. Il campanile del Santuario di Nostra Signora di Loreto

(...continua)


58. Il campanile di N.S. della Visitazione

(...continua)


59. Il (fu) campanile di San Paolo (in zona Pré)

Edificata nel 1398 nei pressi della Porta di San Tommaso, la chiesa con annesso monastero di San Paolo fu fondata da Bianca Doria, vedova di Bartolomeo Doria. Abbellita con affreschi di Valerio Castello, Domenico Piola e Giovanni Carlone, fu soppressa nel 1798 e venduta per divenire caserma e in seguito sede dei magazzini del grano. Negli anni '50 del XIX secolo l'edificio viene definitivamente abbattuto per lasciare spazio alla costruzione della stazione ferroviaria di Principe. 
La salita che conduce dalla Piazza della Commenda a Via Andrea Doria ricorda nel suo nome questa antica chiesa ormai scomparsa che qui sorgeva.
Nell'incisione qui di seguito, ecco una veduta di Salita San Paolo dove si nota sulla destra il campanile della chiesa che dà il nome a questa strada.

Salita San Paolo, incisione dei primi del XIX secolo


60. Il (fu) campanile di San Tommaso

La chiesa ed il convento di San Tommaso sorgevano nello spazio oggi compreso tra Palazzo del Principe, la stazione ferroviaria di Principe e la Stazione Marittima, su un promontorio detto "Caput Arenae". 
La chiesa fu travolta dalle trasformazioni ottocentesche che dapprima le tolsero il mare creando la strada ferrata tra lei ed il mare ed infine fu demolita nel 1884 con la costruzione della Stazione Marittima. Le foto ottocentesche qui di seguito ci mostrano le forme della chiesa ed il suo imponente campanile.

La Chiesa di San Tommaso vista da ponente

La Chiesa di San Tommaso vista da sud in un'immagine del 1880


61. Il campanile di Santissima Trinità e San Benedetto al Porto

Nominato in un documento per la prima volta nel 1129, la chiesa intitolata alla Santissima Trinità e a San Benedetto conserva un piccolo e tozzo campanile che sovrasta la chiesa ma rimane più basso degli edifici che circondano la chiesa stessa.

Santissima Trinità e San Benedetto al Porto
(foto di Antonio Figari)


62. Il campanile di San Rocco di Granarolo



63. Il campanile di San Francesco da Paola




64. Il campanile di San Vincenzo de' Paoli

24 ottobre 2015: ottavo campanile conquistato.
Il complesso di San Vincenzo de' Paoli (di cui trovate la storia alla pagina de le CHIESE di GENOVA) comprende una villa cinquecentesca alla quale è unita una Chiesa costruita nel XVII secolo.
Il suo campanile si staglia proprio tra i due edifici: per raggiungerlo si entra in stanza della villa, e, superata una porticina, si giunge in un piccolo corridoio che dà sull'altare maggiore dal quale parte una scala a chiocciola stretta e ripida che conduce lassù, in mezzo alle campane. Affacciati dal piano sotto le campane si ha il porto ai propri piedi con la Stazione Marittima, le grandi navi da crociera in primo piano; lo sguardo poi spazia fino al centro storico e alle sue torri e campanili.
Come sempre, insomma, guardare la Superba dalla cima di un campanile è una di quelle esperienze che non mi pento mai di fare.


65. Il (fu) campanile di San Teodoro

La chiesa di San Teodoro, risalente al X secolo, viene edificata in riva al mare dove oggi corre Via Bruno Buozzi.
In forme romaniche, con l'interno a tre navate e l'abside rivolto a levante, aveva un campanile che svettava accanto all'abside stesso, come potete vedere nelle immagini qui di seguito.
La costruzione di nuovi magazzini del porto rende necessaria, se così possiamo dire, la demolizione della chiesa nel 1870. La sua ricostruzione, in stile neogotico, nel luogo in cui ancora oggi si trova ossia all'inizia di Via Venezia, avviene tra il 1870 ed il 1876.
Nelle immagini qui di seguito potete godervi la bellezza della vecchia chiesa di San Teodoro e del suo campanile sul mare. Nell'ultima immagine eccovi invece la nuova chiesa di San Teodoro con il suo alto campanile, in stile neogotico, che svetta sul complesso.

L'antica Chiesa di San Teodoro in un'immagine del 1865


La facciata dell'antica Chiesa di San Teodoro in un'immagine del 1865


L'antica Chiesa di San Teodoro in un'immagine del 1865


L'antica Chiesa di San Teodoro in un'immagine del 1870

L'antica Chiesa di San Teodoro in un Acquarello di Domenico Pasquale Cambiaso


La nuova chiesa di San Teodoro in un'antica cartolina


66. Il (fu) campanile di San Benigno

L'Abbazia di San Benigno, il cui nome oggi dà il nome ad una zona di Genova, nasce nel XII secolo sul colle del Promontorio, a pochi passi dalla Lanterna.
La storia di questa istituzione religiosa continua fino al 1798 quando, a seguito delle soppressioni degli ordini conventuali, il monastero viene abbandonato e l'anno dopo, il 17 marzo 1799, dopo sette secoli di attività, la chiesa viene sconsacrata.
L'edificio viene spogliato dei suoi arredi e la struttura viene riconvertita, prima  in ospedale militare durante l'assedio del Massena nel 1800 e poi in magazzino d'artiglieria detto "Forte San Benigno".
Curioso il riutilizzo dell'antico campanile dell'Abbazia che diviene una stazione di segnali detta "vigna di San Benigno": usando un pennone alto 23 metri da qui si segnalava alla "vigia della Darsena", ove aveva sede l'Ammiragliato, l'avvistamento di navi, la rotta e la distanza (il servizio era sia diurno che notturno). Similmente fungevano da segnali i cosiddetti "coffini" della Lanterna (vi rimando alla pagina de gli EDIFICI pubblici ed in particolare al capitolo dedicato al porto per approfondire il tutto).
Nella litografia qui di seguito potete vedere la seconda vita del campanile di San  Benigno. Se osservate con attenzione potrete notare sopra il pennone la vecchia chiesa di San Teodoro con il suo campanile.

L'abbazia di S. Benigno alla metà dell'Ottocento 
(particolare da una litografia di Alfred Guesdon)


67. Il (fu) campanile di San Bartolomeo del Fossato

Nella valle del rio "Fossato", oltre il promontorio di San Benigno che cingeva la città, in una zona all'epoca isolata e lontana dai centri abitati, don Anselmo degli Anselmi, insieme ad altri quattro monaci Vallombrosiani, fonda intorno al 1062 la chiesa di San Bartolomeo del Fossato con annesso convento. 
I monaci Vallombrosiani rimangono qui fino al 1519 e al loro ritiro la chiesa si trasforma in commenda ossia in abbazia secolare  affidata non più a monaci ma al clero secolare.
San Bartolomeo del Fossato conosce un momento di abbandono quando l'abate cardinale Placido M. Tadini muore nel 1847. Nel 1894 viene nominato abate il sacerdote Giovanni Brizzolara e la chiesa riprende a vivere.
Nel mentre nel 1870 il ripido e stretto sentiero che porta dal mare all'abbazia viene reso carrabile: se da una parte ciò è utile per una maggiore fruibilità del complesso monastico, dall'altra si perde per sempre quell'isolamento e senso di pace che caratterizzava questo luogo fin dalla sua origine. Risale al 1923 un generale restauro (in principio affidato al D'Andrade, che ci ha lasciato alcuni disegni di questo luogo, e poi eseguito sotto la direzione di Alberto Terenzio) che riporta la chiesa alle primitive forme.
Il campanile quadrato e tozzo, completato da una cuspide quadrangolare, era a tre piani,  due dei quali ornati da trifore. Esso poggiava sul braccio sinistro del transetto.
Il 4 giugno 1944, mentre nella Roma liberata entravano trionfalmente gli alleati, a Genova i bombardamenti degli alleati stessi  rasero al suolo questa antica chiesa, il campanile e l'annesso monastero.
La chiesa viene ricostruita nel dopoguerra: la prima pietra della nuova chiesa fu posta il 19 marzo 1958 alla presenza del Cardinale Giuseppe Siri e dallo stesso venne consacrata il 31 maggio 1960. Le forme del nuovo campanile si rifanno a quelle dell'antico con sulla sommità una cuspide piramidale. 

Un'antica immagine di San Bartolomeo del Fossato ed il suo campanile


68. La torre nolare di San Bartolomeo Apostolo di Promontorio

Citata per la prima volta in un documento del 1138, la tradizione tramanda che sia stata fondata nel 1090, una trentina di anni dopo la chiesa di San Bartolomeo del Fossato alle dipendenze della quale rimarrà fino a quando i Vallombrosiani lasciaranno Genova nel XVI secolo.
Svetta sull'edificio la torre nolare (si usa questo termine e non "campanile" poiché detta struttura è incorporata nell'edificio sottostante e non ha una base separata da esso) impostata sul tiburio e di forma esagonale. A Genova troviamo torri nolari nella chiesa di San Donato e in SS. Cosma e Damiano (ce ne è poi una nel complesso monastico di San Fruttuoso sul Monte di Portofino). Un tempo anche a chiesa di San Marco al Molo aveva una torre nolare, abbattuta nel XVIII secolo.


69. Gli orologi dei campanili

Molti campanili genovesi hanno un elemento caratteristico: l'orologio.
La ditta più famosa di orologi di questo tipo in Liguria e a livello nazionale ed internazionale ha sede ad Uscio, nell'entroterra della provincia di Genova: il suo nome è Trebino.
Questa ditta nasce nel 1824.
Dello stesso anno è anche il loro primo lavoro per la città di Genova: uno splendido orologio da torre di legno.
Dal legno si passò velocemente alla lavorazione degli orologi di ferro battuto, denominati a pollaio, per la loro caratteristica forma, e a questi si affiancò anche la costruzione di carillons meccanici e campane che alla Trebino venivano e vengono ancora oggi fuse nelle  fonderie di bronzo, partendo dalla formazione delle forme in terra e passando poi alla fusione con i forni a legna.
Successivo passo avanti nella storia di questa gloriosa ditta è la costruzione, ad opera del Cavalier Roberto Trebino, del primo orologio a carica elettrica a forza costante, istallato sul grattacielo di Piacentini di Piazza Dante a Genova, con un quadrante di ben 21 metri che ancora oggi dall'alto vigila sui vicoli della Superba, quasi un moderno campanile che scandisce la vita nel centro città.
La storia dei Trebino nel dopoguerra è costellata di vari riconoscimenti e attestati di stima che porteranno i loro orologi a svettare sulla Basilica di San Pietro a Roma e le loro campane nelle quattro Basiliche Vaticane (San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore).
Come ho avuto modo di raccontarvi e documentarvi con le mie foto oggi le campane delle Chiese di Genova sono per la quasi totalità elettrificate: a questo processo di modernizzazione ha contribuito anche la Trebino.
La storia di questa centenaria ditta continua, portata avanti dai nipoti di quel Cavalier Roberto Trebino autore dell'orologio di Piazza Dante. 
Accanto alla ditta esiste oggi il Museo dell'Orologio da Torre intitolato al cavalier Roberto Trebino, visitabile su appuntamento e negli orari di ufficio.


Il viaggio alla scoperta dei campanili genovesi non finisce qui...

(continua...)


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11 commenti:

  1. Una bella emozione questo viaggio verso l'alto, peccato il campanaro non possa più esercitare la sua antica arte..fosse anche il giorno di Pasqua..

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    1. eh sì...E' stato bellissimo salire fino alle campane delle Vigne, peccato non sia aperto al pubblico e pochi possano godersi questa esperienza.

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  2. Uh....la maledetta scaletta!!!!
    E comunque mi fanno venire le vertigini queste foto, splendide davvero, che bello andare fin lassù, oltre la scaletta temo di non riuscire ad andare però!
    Che belle le campane con tutti gli ingranaggi!
    Aspetto le nuove foto dell'intrepido conquistatore del campanile!

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    1. ... conquistatore del campanile quasi assordato dal suono delle campane!!!

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  3. i campanari esistono ancora! p.s. complimenti per il blog!

    www.campanariliguri.it !

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    1. Grazie! Anche il vostro sito è molto bello! Purtroppo l'arte del campanaro a Genova è perla rara, non come in giro per la Liguria dove ho assistito qualche volta a concerti di esperti campanari: uno spettacolo!!! Grazie per tenere viva questa antica arte! Se organizzate qualche "scalata" sui campanili di Genova scrivetemi che vi seguo!

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  4. domenica 1 luglio siamo ad Avegno (GE) ti aspettiamo!

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  5. Solo una precisazione,manca il campanile del complesso di S Filippo Neri di via Lomellini.É un campanile mediocre per dimensioni ma da citare. Si vede nettamente nella foto presadal campanile del carmine.

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  6. Che meraviglia, mi piacerebbe tanto riuscire a visitarne almeno qualcuno, spero di avere qualche occasione!

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  7. Andando su Google earth e concentrandosi sull'inizio di via s. Bernardo nei dintorni della chiesa di s. Donato, se si mette in visione 3D ecco comparire il campanile di S. Bernardo...

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