le MURA di GENOVA

(the walls of Genoa, les murs de Gênes, las paredes de Génova, as paredes do Genoa, Стены Генуе, ジェノヴァの壁, 热那亚的墙壁, الجدران من جنوى)

Numerose cinte murarie sono state costruite nei secoli per difendere Genova. Molte parti delle "miage de Zena" sono ancora presenti anche se spesso poco visibili ad un occhio distratto perchè inglobate o nascoste da edifici o vegetazione.
In questa pagina troverete tutto ciò che rimane nei vicoli del centro storico delle splendide mura con cui Genova si è difesa nei secoli da chi voleva sottometterla. 
Una curiosità: lo sapevate che la lunghezza della Mura di Genova è seconda solo a quella della Muraglia Cinese?


  INDICE
1. La prima cinta muraria, l'oppidum e l'epoca romana
2. La cinta muraria del IX secolo
3. Le Mura del Barbarossa
4. La cinta muraria del XIII secolo
5. Le Mura del XIV secolo
6. La Mura cinquecentesche
7. Le Mura Nuove
8. Le Mura ottocentesche


1. La prima cinta muraria, l'oppidum e l'epoca romana

Le prime "miage de Zena" racchiudevano l'antico oppidum e si estendevano all'incirca tra la Chiesa di Santa Maria di Castello e il complesso di San Silvestro (oggi sede della Facoltà di Architettura).
Della costruzione delle stesse si ha testimonianza dalle parole di Tito Livio che racconta che, dopo la distruzione di Genova avvenuta per opera del fratello di Annibale, Magone Barca (da lui, portatore di disgrazie per la popolazione genovese, deriva l'espressione "avere il magone?" quando si è tristi sul punto di piangere), il pretore della Gallia Subalpina Spurio Lucrezio diede l'ordine di costruire nuove mura a difesa della città.
Esse sono divenute nei secoli le fondamenta per le costruzioni che via via sono state costruite nella zona come testimoniano alcuni grossi blocchi di pietra rinvenuti nelle fondamenta di Santa Maria di Castello che si pensa possano essere di questo periodo.
In epoca romana esse vennero ampliate verso mare anche se non possiamo con certezza sapere di quanto e fino a dove.


2. La cinta muraria del IX secolo

Nel IX secolo fu costruita una nuova cinta muraria di cui rimangono tracce per esempio in Via Tommaso Reggio, nei muri perimetrali del Chiostro dei Canonici di San Lorenzo.
Questa cinta scendendo da Sarzano costeggiava l'attuale Via Ravecca, poi verso il Piano di Sant'Andrea e giù verso la zona che oggi è occupata da Via Tommaso Reggio fino a Banchiper poi voltare verso levante seguendo Via Canneto il Curto, Piazza San Giorgio e su di nuovo a Sarzano. 

Tratto superstite delle mura in via Tommaso Reggio
(foto di Antonio Figari)



3. Le Mura dette del Barbarossa

Costruite nel 1155 esse sono le più note e visitate mura antiche di Genova.
Gli Annali del Caffaro narrano che esse siano state erette in cinquantatrè giorni con il contributo di tutti i Genovesi preocuppati dall'idea di un ipotetico attacco alla città da parte dell'imperatore Federico I detto Barbarossa e da lui queste mura presero il nome.
Rispetto alla precedente cinta muraria esse racchiudevano anche la zona di Piccapietra, Luccoli Portello, salivano verso Castelletto dove ancora oggi vi è il piccolo Portello di Pastorezza per poi discendere verso il Carmine e arrivando a mare in corrispondenza dell'attuale Via delle Fontane dove ancora oggi si erge Porta dei Vacca (trovate la storia di questa e delle altre porte della Superba nella pagine de le PORTE di GENOVA).

Le Mura del Barbarossa all'inizio di Via del Colle, lato Porta Soprana
(foto di Antonio Figari)

Per vedere una parte di esse dall'esterno potete percorrere Via del Colle partendo da Porta Soprana o dal Ponte di Carignano.


Le Mura del Barbarossa in via del Colle, lato Porte di Carignano
(foto di Antonio Figari)



Per salire su queste mura potete prendere la scala che sale all'interno della torre destra di Porta Soprana oppure salire da Via del Colle lato Ponte di Carignano e prendere le scalette che salgono sulle mura. 


Camminamento delle Mura del Barbarossa sopra via del Colle, lato Ponte di Carignano
(foto di Antonio Figari)




La parte centrale del camminamento delle Mura del Barbarossa è purtroppo chiusa da cancelli (uno lato Ponte di Carignano, uno lato Torri di Porta Soprana ed il terzo in cima a Vico Coccagna) e solo coloro che abitano i palazzi che affacciano su questo tratto di Mura possono percorrerle: io ho avuto la fortuna di poter compiere questa passeggiata grazie ad lettore di questo blog che abita in uno dei palazzi che affacciano su questo tratto di Mura.

Parte centrale del camminamento delle Mura del Barbarossa
(foto di Antonio Figari)

Se vi addentrate in cima a Vico Noli, una traversa di Via Ravecca, avrete una visione della parte interna della Mura del Barbarossa.


Tratto delle Mura del Barbarossa in cima a Vico Noli, una traversa di Via Ravecca, nelle quali si notano, oltre a  finestre e camini frutto di utilizzi urbanistici successivi di queste mura, pezzi di tubature dell'Acquedotto Storico di Genova
(foto di Antonio Figari)


Superata Via del Colle lato ponte di Carignano potete proseguire la vostra passeggiata lungo Vico San Salvatore per arrivare sotto Piazza Sarzano, nella via ancora oggi chiamata delle Murette. Vennero chiamate con questo nomignolo quando verso mare vennero costruite le nuove mura più spesse ed imponenti.


Le Murette sotto Piazza Sarzano fanno parte delle Mura del Barbarossa
(foto di Antonio Figari)


Anche le Mura di Stradone Sant'Agostino facevano parte della cinta muraria detta "del Barbarossa".



Le Mura in Stradone Sant'Agostino
(foto di Antonio Figari)


Tratto delle Mura in Salita di Mascherona angolo Stradone Sant'Agostino
(foto di Antonio Figari)



Altro tratto delle Mura del Barbarossa "sopravvive" in Salita di Negro, dietro il Palazzo della Provincia.

Tratto delle Mura del Barbarossa in Salita di Negro
(foto di Antonio Figari)
 

4. La cinta muraria del XIII secolo

Questa cinta muraria, la cui costruzione fu iniziata nel 1276 e completata nel 1287, si estendeva verso mare con le Mura delle Grazie e la Penisola del Molo (Mura della Malapaga e Mura della Marinella) e dall'altra parte fino a metà dell'attuale Via XX Settembre salendo verso l'Aquasola (la prima porta di Santo Stefano detta anche dell'Arco, poi rifatta nel Cinquecento, e quella dell'Olivella, ancora oggi esistente sotto l'Acquasola, risalgono a questo periodo). 
Di seguito alcuni immagini delle stesse.


a. Le Mura delle Grazie

Tratto esterno delle Mura delle Grazie
(foto di Antonio Figari)

Le Mura delle Grazie e la facciata dell'Oratorio di San Giacomo della Marina
(foto di Antonio Figari)


Camminamento interno delle Mura delle Grazie
(foto di Antonio Figari)


b. Le Mura della Malapaga


La fortificazione della Penisola del Molo fu terminata nel 1287.
Quelle che chiamiamo oggi della Malapaga  sono il tratto delle mura del quartiere del Molo che corre da Porta Siberia (per approfondire vedi la pagina de le PORTE di GENOVA, paragrafo 18), al Carcere della Malapaga (antico carcere dei debitori, oggi distrutto; al suo posto vi è oggi il palazzo della Guardia di Finanza, per approfondire vedi la pagina de gli EDIFICI pubblici, paragrafo 11).
Una volta esse erano affacciate sul mare mentre oggi corrono lungo la strada che porta al porto Antico e hanno tra loro ed il mare cantieri navali.
Anche se pochi lo sanno se Vi addentrate nelle Vie del Quartiere del Molo potrete percorrere il camminamento interno delle Mura della Malapaga anche se affacciandovi non vedrete più il mare ma moderni capannoni dei vicini cantieri navali.
Nel 1949 anche il cinema scoprì queste mura: il francese Jean Gabin girò a Genova un film intitolato "Le Mura di Malapaga" di cui trovate qui sotto la locandina e nella pagina de "il BUGIARDINO" un piccolo spezzone.

Tratto esterno delle Mura della Malapaga
(foto di Antonio Figari)

Il camminamento interno delle Mura della Malapaga
(foto di Antonio Figari)


La locandina del film "Le mura di Malapaga"






c. Le Mura della Marinella

Le Mura della Marinella
(foto di Antonio Figari)



d. Gli antichi moli di Piazza Caricamento 

Tratto degli antichi moli in piazza Caricamento vicino a Palazzo San Giorgio
(foto di Antonio Figari)



5. Le Mura del XIV secolo

Tra il 1346 ed il 1358 la cinta muraria venne ampliata verso Ponente arrivando fino ad inglobare la Chiesa di San Tommaso e venne eretta una porta che da quest'ultima prendeva il nome.
La cinta saliva a monte lungo l'attuale Via Ugo Bassi fino a Castelletto per poi ridiscendere nella zona del Carmine.
E' in questo periodo che Francesco Petrarca visita Genova e la definisce "superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”.
Di seguito alcuni immagini delle stesse.

Tratto di mura del XIV secolo presso la demolita Porta di San Tommaso di Genova, nei pressi della stazione della Metropolitana di Principe
(foto di Antonio Figari)
 


Tratto delle Mura in Piazza Pedro Ferreira
(foto di Antonio Figari)


Altro tratto delle Mura in Piazza Pedro Ferreira
(foto di Antonio Figari)




c. Il Bastione di Pietra Minuta

Il Bastione di Pietra Minuta corre da Via Balbi a Corso Dogali, una ripida salita che dalla nobile strada conduce sulle alture di Genova. Anche questa parte della cinta muraria fu costruita nel XIV secolo.

Gli antichi contrafforti del Bastione di Pietra Minuta
(foto di Antonio Figari)


L'inizio della Salita di Pietra Minuta vista da via Balbi tra il Collegio dei Gesuiti sulla destra, oggi sede della Facoltà di Giurisprudenza,  e il Convento dei Carmelitani di San Carlo sulla sinistra
(foto di Antonio Figari)



6. Le Mura cinquecentesche

Innalzate nel 1536 su progetto dell'architetto militare Giovanni Maria Olgiati coadiuvato dall'architetto Antonio da Sangallo, il loro percorso ricalca in gran parte quello delle Mura trecentesche che vengono ora rinforzate per resistere agli attacchi dell'artiglieria. 

Di seguito alcuni immagini delle stesse.



Le Mura della Marina
(foto di Antonio Figari)


Tratto del Bastione di Santa Caterina in Salita delle Battistine
(foto di Antonio Figari)






Tratto dele Mura cinquecentesche in Corso Firenze



7. Le Mura Nuove

Innalzate nel 1626 sotto la direzione degli architetti Bartolomeo bianco e Bastiano Ponsello esse si estendevano per oltre 19 km ed avevano come porte principali Porta Pila a Levante e Porta della Lanterna a Ponente.

La parte di queste mura più imponente era forse quella chiamata delle Fronti Basse che correva parallela al Torrente Bisagno occupando la parte della città dove oggi c'è Piazza della Vittoria e la Stazione di Brignole raccordando tra loro due bastioni delle mura cinquecentesche: quello delle Cappuccine e quelli dello Zerbino.
Di esse è ancora visibile un breve tratto nel parcheggio sotterraneo di Piazza della Vittoria.


Le Fronti Basse del Bisagno viste dall'alto delle Mura delle Cappuccine


8. Le Mura ottocentesche

Gli interventi ottocenteschi, operati dai Savoia oramai "padroni" della città, non furono più eseguiti a difesa della città ma piuttosto per il controllo della stessa contro eventuali insurrezioni. 



(continua...)


© RIPRODUZIONE RISERVATA

12 commenti:

  1. Ottimo lavoro divulgativo.
    Sono torinese e residente a Torino, ma socio de A Compagna e da sempre appassionato anche di Genova.
    Questo blog meriterebbe di essere trasformato in sito vero e proprio. Complimenti ed auguri, nella speranza di conoscerci.
    Mario Chiapetto

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    1. Ciao Mario! Grazie per le tue parole: sono proprio contento che ad un appassionato di Genova come te piaccia il mio sito. Sicuramente ci sarà modo di conoscerci. Auguri anche a te.

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  2. Condivido in pieno l'opinione di Mario !!!

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    1. Grazie e benvenuto ne "iSEGRETIdeiVICOLIdiGENOVA"!

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  3. Una piccola precisazione: Il film "Le mura di Malapaga" fu girrato nel 1949 e non negli anni '60. A parte questo ti faccio i miei complimenti per il lavoro svolto e ti sono vicino per l'amore a questa nostra città, Alberto Santoni.

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    1. Ti ringrazio per la Tua precisazione: ho provveduto a correggere la mia "svista"!
      Grazie per le Tue parole di apprezzamento e benvenuto ne "iSEGRETIdeiVICOLIdiGENOVA"!

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  4. Antoniooooo! Dove sono Mura Angeli?
    Allora, visita a San Giorgio martedì, vero?
    Ciao

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    1. Ciao Laila!
      Le Mura degli Angeli facevano parte delle Mura Nuove edificate nel XVII secolo: esse correvano da Granarolo a San Benigno.
      Tratti superstiti di queste mura e la Porta degli Angeli sopravvivono nei pressi del Cimitero della Castagna: un giorno ne parlerò in questa pagina.
      Ci vediamo domani!
      Ciao

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  5. Riccardo Medicina14 agosto 2014 11:04

    Ciao e di nuovo complimenti per il lavoro! Da qualche parte conservo una piantina di Genova con tracciati i percorsi delle varie "generazioni" di mura della città. Se la ritrovo posso inviartela...
    Saluti

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    1. Caro Riccardo,
      grazie per le Tue parole di apprezzamento.
      Ti sarei grato se volessi aiutarmi nei miei studi e nelle mie ricerche con materiale in Tuo possesso inviadomi una mail a info@isegretideivicolidigenova.com

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  6. Antonio complimenti per il blog e per il lavoro che stai facendo. Io amo la mia città, da quando ho scoperto il tuo blog mi con messo a girare per il centro storico e non solo e fare foto. Sapevo della bellezza del nostro centro storico ma grazie a te ho appreso cose che non conoscevo e quindi mi hai dato l'imput e la voglia di saperne di più. Informazioni che nemmeno i genovesi conoscono. Ho anche notato che le ricerche su internet non sono facili.
    Per dirne una sapere dove passavano ad esempio le varie cinte di mura della città che si sono succedute nei secoli.
    Rimanendo in tema di mura, non riesco a collocare l'esatto punto dove era la porta Aurea in Portoria(in realtà un'idea ce l'avrei ma non sono sicuro), sapresti indicarmelo?
    Saluti e ancora complimenti
    Ciao

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  7. Non sono inserite le Mura delle Cappuccine a Carignano,

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